Passo Giau – Dolomiti – Landscape Photography

Passo Giau – Dolomiti – Landscape Photography

Ci sono zone delle Dolomiti che ho visitato ripetutamente per la loro incredibile bellezza. Nell’ultimo anno sono salito al Passo Giau almeno una decina di volte, fotografandolo nelle differenti stagioni e colori. Questo valico è tanto spettacolare quanto non banale da immortalare; in effetti, i risultati fotografici ottenuti fino a questo momento non mi avevano mai soddisfatto al 100%.

Alcune location prevedono un impegno ridotto per individuare dei punti di ripresa efficaci e situazioni interessanti di luce, altre invece vanno studiate e sudate. Per quanto mi riguarda il Passo Giau fa parte del secondo gruppo, ed uno dei motivi principali è che ci sono troppe cose da fotografare; sembra paradossale, ma non lo è affatto. Focalizzare l’attenzione in un frame quando si è immersi tuttotondo in panorami densi di dettagli, prevede un lavoro di studio metodico ed organico della scena sul campo, oltre ad una costante apertura alla sperimentazione. Va da sé che l’impiego di ottiche grandangolari risulta di apprezzabile difficoltà per il bilanciamento degli elementi inquadrati; l’aspetto cruciale in queste circostanze lo gioca il punto di ripresa del fotografo.

A titolo esemplificativo, nella prima immagine verticale a partire da sinistra, quella con le rocce in primo piano per intenderci, per raggiungere e definire l’inquadratura finale ho impiegato circa 20/25 minuti di studio del luogo prima di eseguire lo scatto finale. E’ un processo lento e meticoloso, oltre che stimolante ed indispensabile per la buona riuscita della foto.

Qui a fianco uno snapshot fatto con lo smartphone durante la fase di ricerca del punto di ripresa.

Sono una persona che non demorde facilmente, e mi sono impuntato che dovevo riuscire a rielaborare totalmente il mio modo di osservare questa zona, a costo di tornarci altre cento volte. Spesso ci abituiamo a vedere le cose in un’unica direzione, e a lungo andare alcuni schemi ricorsivi si congelano nella nostra testa, con il rischio di rimanerci impigliati per troppo tempo.

Gli aspetti tecnici non hanno mai influito sui risultati finora ottenuti, in effetti ciò a cui mi riferisco centra poco con la tecnica; tutto ciò che non ho avuto a fuoco e che ha condizionato il mancato obiettivo ripetute volte, sono state l’osservazione e l’interpretazione. In alcuni casi anche le condizioni atmosferiche non hanno certamente aiutato, ma non ci sono scuse.

Cinque i parametri su cui ho basato la mia pianificazione per questa nuova escursione al Passo Giau:

  • La Gusella, la cima iconica che svetta sul Passo Giau deve essere parte dello scatto.
  • La chiesetta, anch'essa elemento caratteristico del passo, incorniciata con la via lattea.
  • Luci del tramonto e twilight, con punto di ripresa in posizione opposta al sole.
  • Parole chiave: colori, fiori, riflessi, tranquillità, silenzio, serenità, eleganza, armonia.
  • Una sola lente ultra-wide. Nel caso specifico il Canon 16-35mm f/4 L IS USM.

La pianificazioni delle sessioni di scatto (albe, tramonti, star trails, milky way, etc…) le eseguo sempre preventivamente a casa, e mi avvalgo di differenti supporti software. Il mio preferito, soprattuto quando mi trovo sul campo, è senza alcun dubbio Photo Pills, uno strumento davvero prezioso. Qui a fianco ho postato lo screenshot dell’attività di pianificazione degli scatti notturni inerenti alla via lattea.

Se non conosci già questa App, ti invito a visitare il sito specifico così da farti un’idea sulle sue reali potenzialità. Per il paesaggista, un MUST!

Sembra che stavolta la perseveranza abbia portato i suoi frutti, merito anche delle condizioni meteorologiche splendide, sia per le riprese al tramonto, sia per quelle notturne. Caratteristica particolare a queste altitudini (il Passo Giau si trova a 2.236m), è che nel periodo estivo si possono apprezzare alcuni fiori tipici come l’arnica montana, l’anemone gialla ed il rododendro irsuto con il suo distintivo colore rosa intenso; speciali coreografie floreali di rara bellezza e difficili da non fotografare.

Calma e silenzio totale, nessuna anima viva eccetto me, ed uno spettacolo di luci tra i più belli mai visti in questa zona. Le due immagini in coda si riferiscono ovviamente alla stessa escursione, e non fanno parte degli scatti pianificati, ma a modo loro raccontano l’atmosfera di estrema tranquillità durante l’orario del tramonto. Concludo il post con una citazione che mi piace molto:

“I AM NOT INTERESTED IN SHOOTING NEW THINGS, I AM INTERESTED TO SEE THINGS NEW.”

ERNST HAAS

CURIOSITA’ – La collina che fronteggia il rifugio al Passo Giau, da sopra la quale ho scattato alcune delle foto precedenti, nel 1985 è stata scelta come location per girare alcune scene di uno dei miei film fantasy preferiti “Ladyhawke”, con Rutger Hauer e Michelle Pfeiffer. Nello screenshot si vedono gli inconfondibili Lastoni di Formin del gruppo Croda da Lago che culminano a strapiombo sulla Forcella Giau.

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