Fujifilm X-T2 – Fotografia di Paesaggio

Per chi segue regolarmente non solo questo blog, ma anche i miei canali social, è già al corrente che sono un grande fan delle fotocamere Fujifilm da diversi anni oramai. Dal 2010 ho sempre fatto convivere nel mio zaino sia il sistema reflex tradizionale Canon, sia il sistema mirrorless Fuji; prima con la piccola X10 e subito dopo con la X100S che continuo tuttora a portare con me.
Fino a Novembre scorso ho utilizzato i due sistemi in contesti differenti, Canon per lavori commerciali e fotografia di paesaggio, mentre la X100S per progetti personali e fotografia di viaggio. A Dicembre 2016, invece, mi sono deciso a fare il grande salto unificando il corredo ad un’unico brand.

Il passaggio definitivo è stato ponderato per più di un anno in maniera abbastanza analitica, basandomi sulle mie reali esigenze, gusti e non ultima la validità del prodotto che sarei andato ad acquistare; certamente non ho seguito la semplice euforia del fanboy.

L’idea di convertire l’intero mio corredo in un sistema mirrorless mi balenava in testa già dal 2014 quando la X-T1 arrivò sul mercato dimostrando caratteristiche di livello altissimo sotto ogni punto di vista, dal cuore elettronico, al parco ottiche, fino ai veri punti forti, l’ergonomia ed il design.
Un po’ per paura, un po’ per motivi lavorativi, decisi al tempo di rimanere stabile su un sistema collaudato che mi dava un’affidabilità comprovata, soprattutto in contesti aziendali. Padroneggiare con una certa facilità dell’attrezzatura nuova, totalmente diversa dalla precedente, avrebbe previsto dei tempi tecnici che in quel periodo non avevo. E’ molto rischioso sfruttare situazioni dove c’è di mezzo un cliente ed un calendario scadenze per testare nuove apparecchiature senza prima averle provate per un certo periodo in autonomia.

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Manarola - Fujifilm X-T2 + XF 10-24mm f/4 - (ISO 200 - 18mm - f/16 - 13 sec.)
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Manarola - Fujifilm X-T2 + XF 10-24mm f/4 - (ISO 200 - 16mm - f/16 - 250 sec.)

L’attesa è durata appunto fino a Dicembre scorso, quando ho finalmente scelto di cedere tutta l’attrezzatura Canon per il sistema mirrorless Fujifilm acquistando l’ammiraglia X-T2 ed una serie di ottiche calibrate sulle mie necessità fotografiche. 

toscana fujifilm andrea livieri photography workshop fotografia di paesaggio

Da pochi giorni sono tornato da un tour fotografico che ho condotto nel Nord Italia per un gruppo di dodici simpatici e bravi fotografi dalla Cina; abbiamo attraversato insieme le splendide Dolomiti da Belluno a Trento, le variopinte Cinque Terre liguri, fino a giungere nelle magiche colline Toscane. Durante uno dei momenti di relax tra una sessione fotografica e l’altra, ho pensato di redare questo articolo, che non vuole essere assolutamente l’ennesima recensione di carattere tecnico (sul web se ne trovano già a bizzeffe), ma piuttosto un pretesto per poter condividere alcune mie impressioni sulla X-T2 dopo diversi mesi di utilizzo intensivo sul campo.

Da quando ho iniziato ad utilizzare questa nuova fotocamera, molti fotografi mi hanno scritto chiedendomi info e suggerimenti sul sistema Fujifilm, l’esperienza d’uso, ed i motivi che mi hanno spinto verso tale scelta. Ci sarebbero veramente un’infinità di argomenti da approfondire su questo piccolo gioiello di tecnologia, ma spero intanto che questo post possa rispondere alle domande più ricorrenti.

L’insieme di considerazioni che andrò a fare saranno riferite esclusivamente alla fotografia di paesaggio; dedicherò un post a parte dove affronterò il tema della fotografia di ritratto. Come si sarà già notato, all’interno del post ho inserito anche una serie di snapshots fatti con l’iPhone e la X100S che raccontano un po’ i dietro le quinte dei luoghi visitati e fotografati durante il tour.

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Dolomiti - Fujifilm X-T2 + XF 16-55mm f/2.8 - (ISO 200 - 51mm - f/11 - 1/80 sec.)

DESIGN, ERGONOMIA, CONTROLLI
A mio parere è una delle fotocamere digitali più innovative mai realizzate finora; la grande forza di questa Fujifilm X-T2 è l’essere stata pensata ponendo una notevole attenzione nell’ottimizzare e migliorare l’esperienza di utilizzo da parte dell’utente finale, un aspetto sul quale molte altre aziende del settore non hanno speso molte energie. Un vero e proprio gioiellino di design. Con l’era del digitale e l’introduzione di tecnologie sempre più sofisticate applicate alla fotografia, gran parte dei brand più blasonati hanno spinto più sulle performance dei loro prodotti piuttosto che sul come renderli più divertenti ed intuitivi nell’utilizzo. In linea di massima questo è uno dei motivi per cui ognuno di noi gravita intorno ad apparecchi come gli smartphones, concepiti con un design essenziale e dove non ci sono operazioni particolari da eseguire se non inquadrare la scena e fare click. Senza alcun dubbio per un fotografo avere il controllo su altri elementi di ripresa è molto importante, ma ciò che fa la differenza è la facilità con cui si accede a questi parametri.

La X-T2 sposa esattamente questo spirito. La ricerca e le energie investite da Fuji nel migliorare costantemente il proprio sistema mirrorless sono state enormi; la grande disponibilità nella raccolta dei feedback dati dagli utilizzatori per l’ottimizzazione e perfezionamento dei prodotti, ha sempre dimostrato la grande apertura da parte di Fujifilm all’innovazione non esclusivamente tecnologica, ma soprattutto nel continuo miglioramento dell’esperienza d’uso.

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Dolomiti - Fujifilm X-T2 + XF 10-24mm f/4 - (ISO 200 - 30mm - f/11 - 1/200 sec.)

Partendo da una panoramica generale, la prima cosa che si nota è che non c’è più il selettore ASMP; ora tutte le funzioni della fotocamera sono distribuite su pulsanti e selettori dedicati. Il diaframma si regola con l’anello posto direttamente sull’obiettivo, una ghiera a destra del mirino per selezionare il tempo di posa ed una seconda dal lato opposto per il settaggio degli ISO. Tutto disposto e gestibile in maniera estremamente intuitiva.

Pensando a situazioni di ripresa outdoor, la possibilità di accedere direttamente ai parametri Shutter Speed, Aperture ed ISO con ghiere dedicate e di dimensioni generose è estremamente utile e da non sottovalutare. Ricordo (senza alcuna nostalgia) l’infinito numero di volte che ho sbagliato nel pigiare il pulsante per la selezione della sensibilità ISO nella mia precedente Canon. Non in tutte le situazioni ovviamente, ma provate ad immaginarvi in condizioni di ripresa a basse temperature in alta quota con indossati guanti spessi per mantenere calde le mani; l’accesso a combinazioni basilari di piccoli pulsanti può rivelarsi un’operazione non proprio banale.

fufjifilm x-t2 andrea livieri photography workshop review recensione
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Un’altra caratteristica che apprezzo molto della X-T2 è l’estrema libertà di personalizzazione delle funzioni associate ai diversi pulsanti. Una di queste è la modalità bracketing selezionabile sempre da un selettore posizionato in forma combo con la ghiera degli ISO, dove la scelta dell’escursione esposimetrica ed il relativo numero di pose l’ho associata al pulsante frontale. Impugnando la fotocamera con la mano destra, l’accesso a quest’ultimo è immediato e comodissimo; dito medio sul pulsante funzione, e dito indice sul pulsante di scatto.

Il menù funzioni ha ancora un margine di miglioramento secondo me. Tuttavia l’insieme delle impostazioni più avanzate sono facilmente gestibili con un minimo di pratica.

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Dolomiti - Fujifilm X-T2 + XF 50-140mm f/2.8 - (ISO 200 - 147mm - f/8 - 1/1250 sec.)
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Dolomiti - Fujifilm X-T2 + XF 10-24mm f/4 - (ISO 200 - 16mm - f/16 - 3 exp. 1/15 sec. - 1/40 sec. - 1/100 sec.)
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Dolomiti - Fujifilm X-T2 + XF 10-24mm f/4 - (ISO 200 - 28mm - f/16 - 74 sec.)

Per quanto riguarda l’ergonomia del chassis, è formidabile. Grip e sensazione sotto le dita sono piacevolissimi, anche per chi come me ha delle mani non proprio esili. Il retro-style, poi, è veramente raffinato e curato in ogni dettaglio. Non ultima la tropicalizzazione che risulta essere una prerogativa indispensabile quando si fotografa in location particolari o in condizioni meteorologiche problematiche (pioggia, forte vento, cascate, aree sabbiose, etc…). Quest’ultima è stata progettata veramente bene, tanto che i tecnici della Fuji hanno introdotto il display articolato/orientabile che è di un’utilità estrema quando si adottano punti di ripresa molto bassi raso terra, soprattutto per chi è abbastanza alto di statura. La perfezione si sarebbe raggiunta con un display orientabile a 360°, ma sono quasi certo che la scelta sia dipesa da motivi di isolamento.

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Dolomiti - Fujifilm X-T2 + XF 10-24mm f/4 - (ISO 200 - 24mm - f/22 - 0,8 sec.)

Soffermandomi un’ultima volta sull’importanza del design inteso come miglioramento dell’esperienza d’uso, chi approccia alla fotografia spesso viene sviato dagli aspetti tecnologici, dimenticando che il ruolo del fotografo non è lo studio e sviluppo in laboratorio di nuovi sensori, il pixel mapping, gli spazi colore, e via dicendo. Il cuore della fotografia sta nel comunicare “un qualcosa” attraverso le immagini, sia che ci troviamo davanti ad uno splendido paesaggio, sia quando ci troviamo ad interagire con un individuo umano. In entrambi i casi gli elementi con cui si ha a che fare sono sempre gli stessi, il soggetto e l’apparecchio fotografico, quest’ultimo inteso come il mezzo che serve a trasdurre un “concetto” in fotografia.

La vere qualità, le più importanti a mio parere per una fotocamera, sono quelle che ti permettono di interagire con essa in maniera molto intuitiva e catturare il momento decisivo il più velocemente possibile. Ed è proprio su questi aspetti che molti dei grandi brand non hanno investito un granché in termini di tempo e sforzi. Le fotocamere sono sempre più compatte, portatili ed evolute, e questo è un bene, ma in quanto al layout? quali sono i controlli su cui posso agire una volta che li ho sotto le dita? con quale facilità posso accedervi?

QUALITA’ D’IMMAGINE, SENSORE X-TRANS
Prima di qualsiasi altra cosa, ciò che in principio mi ha fatto innamorare delle mirrorless Fujifilm è stata sicuramente la qualità d’immagine. I sensori X-TRANS implementati sulle mirrorless della casa nipponica sfruttano una mappatura proprietaria totalmente diversa dai tradizionali sensori con schema Bayer. Questa particolare tecnologia, oltre ad offrire prestazioni di primissimo livello su sensori in formato APS-C in termini di range dinamico ed alti ISO (parificabili, se non superiori a gran parte dei sistemi full-frame in commercio), la “pasta” delle immagini ha un flavour del tutto unico; difficile da spiegare a parole, bisogna provarle.

Il range dinamico è incredibile ed in fase di elaborazione in camera chiara i margini di azione sul recupero delle alte luci ed ombre sono ampissimi. Il rapporto segnale/rumore ad alti ISO è impressionante. Inoltre, l’assenza del filtro passa-basso offre un livello di dettaglio dell’immagine molto nitido già di default, e le diverse gradazioni di colore, sfumature e contrasti sono un piacere per gli occhi.

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Dolomiti - Fujifilm X-T2 + XF 10-24mm f/4 - (ISO 200 - 36mm - f/11 - 1/3 sec.)

L’unico neo che ho riscontrato, cosa già nota agli utilizzatori di apparecchi Fujifilm, risiede nel processing dei file RAF generati dalla fotocamera. Il mio workflow si basa da diversi anni sull’utilizzo del software Lightroom sia per la catalogazione che per lo sviluppo dei file Raw. Purtroppo, il processo di demosaicizzazione implementato nel motore di ACR (Adobe Camera Raw) sembra non andare molto d’accordo con il pixel mapping dei sensori X-Trans. Infatti, la fase di pre-sharpening genera fastidiosissimi artefatti sui dettagli dell’intera immagine, tanto più marcati quanto più alti sono i valori dei parametri Sharpening e Details (in particolare sulle alte frequenze). Oltretutto, il profilo lente per la correzione della distorsione e vignettatura, essendo integrato sui file RAF, non è deselezionabile, ed il modo in cui viene corretta quest’ultima non è per nulla di buon livello.

Per certi tipi di fotografia, come possono essere il ritratto in luce naturale, wedding o fotografia di viaggio, il problema è meno significativo; quando però si parla di fotografia di paesaggio, dove i fattori nitidezza e dettaglio sono determinanti, allora diventa obbligatorio affidarsi ad altri sviluppatori Raw.

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Dolomiti - Fujifilm X-T2 + XF 10-24mm f/4 - (ISO 200 - 30mm - f/16 - 1/13 sec.)
fujifilm x-t2 fotografia paesaggio andrea livieri dolomiti alpe di siusi
Dolomiti - Fujifilm X-T2 + XF 10-24mm f/4 - (ISO 200 - 25mm - f/16 - 1/125 sec.)
fujifilm x-t2 fotografia paesaggio andrea livieri dolomiti alpe di siusi fotografia di paesaggio
Dolomiti - Fujifilm X-T2 + XF 16-55mm f/2.8 - (ISO 200 - 40mm - f/16 - 1/40 sec.)

Questa carenza da parte di Adobe mi ha costretto ad investire un po’ di tempo per testare alcuni degli svariati software presenti in commercio. Per i primi mesi la scelta è caduta su Iridient Developer della software house www.iridientdigital.com, un software veramente ottimo strutturato con un’interfaccia per certi versi un po’ spartana, ma con un parco funzioni estremamente ricco.
Iridient Developer ed i sorgenti RAF comunicano alla perfezione. In fase di demosaicizzazione e pre-sharpening non si presenta la minima traccia dei fastidiosissimi “vermi” che invece Lightroom ed ACR generano. Questo sviluppatore Raw però non brilla certo per velocità, ed ogni conversione, soprattutto se la workstation su cui si lavora non è di ultima generazione, impiega dei tempi abbastanza lunghi.

Oltre a Lightroom, da anni mi appoggio ad un secondo software che ritengo fenomenale e che adotto per lavori commerciali e studio dove ho necessità di utilizzare la funzione di tethering; si tratta di Capture One dell’azienda Phase One www.phaseone.com. Ad inizio 2017 è stata lanciata la nuova versione 10 che prevedeva tra gli updates anche la gestione dei file RAF della X-T2 esclusivamente nel formato non-compresso.

Ho voluto verificare come si comportava con il pre-sharpening e la demosaicizzazione, ed i primi risultati non sono stati molto gratificanti, ahimè. Partendo dal fatto che i file non-compressi occupano il doppio di spazio in memoria, Capture One sembrava soffrire sensibilmente in termini di performance, e quindi non si è rivelato un’alternativa valida da percorrere. Sono rimasto stabile con Iridient Developer fino a Maggio scorso quando Capture One ha rilasciato l’aggiornamento 10.1 che tra le varie cose prevedeva i miglioramento della gestione dei file generati dai sensori X-Trans inserendo anche il riconoscimento e gestione della versione compressa (lossless). Ed è qui che i giochi si sono completamente ribaltati. Con questa nuova versione il processing è velocissimo e la qualità della conversione è magnifica. Al momento, fintanto che Adobe non deciderà di allinearsi, tutte le mie immagini di paesaggio passano attraverso Capture One, con l’unica rinuncia di non poter utilizzare i profili film emulation Fuji (sigh!).

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Toscana - Fujifilm X-T2 + XF 16-55mm f/2.8 - Panorama 4 scatti orizzontali (ISO 200 - 82mm - f/11 - 1/125 sec.)

MIRINO ELETTRONICO – EVF
Una caratteristica della X-T2, come altri modelli di casa Fuji, e dall’utilità impagabile, è senz’altro il mirino elettronico. Il bonus WYSIWYG della funzione EVF (Electronic Viewfinder) è qualcosa a cui ci si abitua molto ma molto in fretta, e difficilmente si torna indietro.

E’ luminosissimo, veloce (fino a 100fps in modalità boost), e di gran lunga più versatile dei mirini ottici tradizionali. Si ha il controllo immediato non solo dei parametri di scatto, ma è consultabile la distribuzione della luminosità della scena attraverso l’istogramma real-time; stesso discorso vale per la gestione del bilanciamento del bianco valutabile senza staccare l’occhio dal mirino. Gli errori di stima dell’esposizione si riducono quasi a zero, garantendo un risultato perfetto fin dal primo scatto.

fujifilm x-t2 fotografia paesaggio andrea livieri toscana val d'orcia fotografia di paesaggio
Toscana - Fujifilm X-T2 + XF 50-140mm f/2.8 - (ISO 200 - 135mm - f/11 - 1/30 sec.)
fujifilm x-t2 fotografia paesaggio andrea livieri toscana val d'orcia fotografia di paesaggio
Toscana - Fujifilm X-T2 + XF 16-55mm f/2.8 - (ISO 200 - 50mm - f/16 - 2 exp. blended 1/6 sec. & 1/25 sec.)

Il mirino elettronico ha portato ad altri due importanti vantaggi, l’eliminazione dell’accessorio Loupe Viewfinder e del copri mirino anti infiltrazioni nelle lunghe esposizioni.

Riguardo il primo pregio, col precedente sistema Canon a mirino ottico, la review istantanea delle immagini durante le sessioni di ripresa sul campo è sempre stato un processo abbastanza certosino per via dei riflessi sul display; per aggirare il problema mi son dovuto affidare ad uno strumento specifico, l’Hoodman HoodLoupe Optical Viewfinder che aveva la funzione appunto di ingrandire (con rapporto 1:1), isolare ed oscurare la visuale sul display eliminando così qualsiasi riflesso e dandomi modo di valutare la nitidezza dell’immagine, la precisione della messa a fuoco e l’appropriatezza della profondità di campo. Con il mirino EVF la revisione delle immagini la si fa direttamente puntando l’occhio nel mirino evitando qualsiasi disturbo dato dalla luce ambiente; inoltre, l’alta risoluzione di quest’ultimo permette uno zoom generoso per valutare tutti i minimi dettagli della foto.

Stessa cosa vale per il vecchio copri mirino; non impiegando lo specchietto, le mirrorless non soffrono di alcun light leakage, abbassando così a zero il rischio di ritrovarsi con foto da cestinare per infiltrazioni di luce indesiderate.

fujifilm x-t2 fotografia paesaggio andrea livieri toscana val d'orcia
Toscana - Fujifilm X-T2 + XF 10-24mm f/4 - (ISO 200 - 24mm - f/16 - 1/5 sec.)
fujifilm x-t2 fotografia paesaggio andrea livieri toscana val d'orcia
Toscana - Fujifilm X-T2 + XF 50-140mm f/2.8 - (ISO 200 - 75mm - f/16 - 2 exp. blended 1/3 sec. & 1/15 sec.)

DEPTH OF FIELD SCALE & FOCUS PEAKING
Per il fotografo paesaggista queste due funzioni sono la ciliegina sulla torta. Chi ha un minimo di background tecnico/fotografico, sa che esiste la cosiddetta Iperfocale, ovvero un valore che definisce la distanza di uno specifico punto di messa a fuoco, calcolato tenendo conto delle dimensioni del sensore, focale dell’ottica e distanza tra fotocamera e soggetto da riprendere, tale per cui la profondità di campo risultante riesce ad abbracciare tutti gli elementi della scena garantendo un dettaglio accettabile, dal primo piano fino allo sfondo.

La funzione DOFS (Depth Of Field Scale) in combinazione con il FP (Focus Peaking) hanno sostituito completamente la necessità del calcolo dell’iperfocale. Per quanto riguarda il DOFS, sul display viene visualizzata una linea orizzontale con un trattino bianco che indica il punto in cui la fotocamera sta mettendo a fuoco, ed una linea blu che indica invece la zona di iperfocale in base alla lente installata. Il calcolo automatico è reso possibile dallo scambio di dati tra corpo macchina ed ottica, dove queste informazioni sono registrate nel firmware di ciascun obiettivo.

Il Focus Peaking, invece, una volta selezionata la modalità AF Manuale, permette di visualizzare, attraverso una sorta di maschera di contrasto (con tre diverse impostazioni split-image, white peak, o red peak), la distribuzione ed il livello di messa a fuoco nelle diverse aree dell’immagine.

Questi due strumenti fatti lavorare in concerto garantiscono un grado di precisione assoluto, eliminando tabelle di conversione ed app per il calcolo dell’iperfocale; altra cosa non da poco, rendono l’esperienza sul campo molto più veloce e piacevole.

fujifilm x-t2 fotografia paesaggio andrea livieri toscana val d'orcia
Toscana - Fujifilm X-T2 + XF 10-24mm f/4 - (ISO 200 - 17mm - f/16 - 3 exp. blended 1/5 sec., 1/30 sec. & 1/200 sec.)

ESPOSIMETRO & BILANCIAMENTO DEL BIANCO
Non tutte le fotocamere eseguono la lettura esposimetrica nella stessa maniera, a prescindere dalla modalità selezionata (matrix, pesata a centro, spot). Una qualità della X-T2 che ho riconosciuto fin da subito è la precisione con cui espone la scena anche in condizioni estremamente difficili. Sulla fotografia di paesaggio uso sempre di default la modalità matrix che mi restituisce sempre un ottimo punto di partenza per sviluppare le considerazioni del caso.

Stesso discorso vale per il bilanciamento del bianco AUTO, il margine di errore è veramente basso e mi trovo a scattare in questa modalità per quasi la totalità delle situazioni. Con la precedente 6D questo parametro era davvero una nota dolente, in qualsiasi contesto di luce.

OTTICHE
Fuji ha prodotto finora delle ottiche superlative per la serie X. Le lenti che uso regolarmente sono l’XF 10-24mm f/4 (non è WR purtroppo, ma la qualità di questo obiettivo non è seconda a nessuno), l’XF 16-55mm f/2.8 (il mio preferito! contrasto, colori e nitidezza sono una meraviglia. Spero di vedere nel prossimo futuro la versione stabilizzata.), e l’XF 50-140mm f/2.8 (più pesante delle due ottiche precedenti, ed un po’ più rumoroso rispetto al mio precedente teleobiettivo Canon. Sul versante qualitativo anche qui il discorso non cambia, la resa dell’immagine è incredibile.)
Tutte e tre queste ottiche sono dei “rasoi” in quanto a nitidezza, dal centro fino ai bordi; hanno un’ottima tenuta ai flare e sul lato costruttivo sono di una qualità superba. La mia preferita? il 16-55m!!!

FIRMWARE UPDATES
Come già accennavo ad inizio articolo, Fuij rilascia periodicamente aggiornamenti firmware per i corpi macchina e per le ottiche. Ogni update migliora notevolmente le performance complessive della X-T2, oltre ad espandere le funzioni esistenti ed implementandone di nuove. La recenti versioni 2.00 e 2.10 sono il chiaro esempio di come questo brand sia costantemente interfacciato con la sua utenza, a differenza dei prodotti Canon e Nikon con i quali non ricordo di aver mai avuto il piacere di godere di un solo update di pari entità.

PESI ED INGOMBRI
Aspetti per me di cruciale importanza sono i pesi e gli ingombri. Nel passaggio dal corredo Canon al corredo Fuji, a parità di numero di ottiche e range focali, ho risparmiato quasi 1kg di peso. La differenza non è affatto poca, specie se quel chilogrammo in più lo si deve portare in spalla per diverse ore di camminata in montagna. Il rapporto peso/ingombro si potrebbe migliorare ancora di più adottando per le escursioni più impegnative il Fujinon 55-200mm f/3.5-4.8 R LM OIS al posto del mio attuale 50-140mm f/2.8 R LM OIS WR, abbassando ulteriormente di 1kg il carico totale, ed avendo a disposizione una lente più compatta e con performance ottiche molto alte seppur meno luminosa della sorella maggiore.
I benefici del cambio corredo si sono tradotti anche sul versante degli ingombri che sono stati ottimizzati ed hanno favorito un’organizzazione più funzionale del contenuto dello zaino.

fujifilm x passion andrea livieri feature landscape photography workshop

Con il numero di Giugno il magazine Fuji X Passion festeggia il suo primo anniversario, e come copertina hanno scelto la mia foto di Manarola. All’interno della rivista ci sono una quindicina di pagine dedicate alle mie fotografie, e dove parlo dei motivi che mi hanno spinto a passare al sistema mirrorless Fuji.

Questo è il link al magazine che per l’occasione è FREE: http://bit.ly/2rNMCoy

LE MIE IMPOSTAZIONI SULLA X-T2

Formato File: scatto esclusivamente in RAW (compresso)

Bilanciamento del Bianco: Auto. Eventuali aggiustamenti possono essere fatti in post-produzione

Riduzione del Rumore: di default a 0.

Riduzione Rumore Lunghe Esposizioni: Off.

Range Dinamico: di default a DR100.

Bracketing: tre esposizioni a -2, 0, +2 di default. In occasioni con range dinamici critici incremento il numero di esposizioni a 5, 7, o 9 con intervalli di 1 stop.

Spazio Colore: sRGB

Schede di Memoria: slot 1 immagini principali in RAW, slot 2 immagini backup sempre in RAW.

Dimensione Immagine: di default L3:2. Qualsiasi crop viene eseguito in post produzione.

Film Emulation: PRO Neg. Std. (H-Tone -1, S-Tone -1, Color 0, Sharp 0).  Quando mi trovo sul campo preferisco avere un riscontro abbastanza flat dell’immagine a display. Mi facilita il processo di raffronto con il corrispettivo file RAW e le eventuali operazioni di compensazione esposimetrica. A tal proposito, in un mio vecchio articolo ho parlato proprio dell’importanza dei “picture styles/film emulations” e come condizionano i parametri di ripresa in fase di scatto. Trovi il post al seguente LINK.

Messa a Fuoco: con lo switch frontale alterno la modalità automatica, selezionando il punto di messa a fuoco tramite joystick, con la modalità manuale + funzione Focus Peck (Red) ed agendo sulla ghiera dell’ottica.

Ghiera Tempi: perennemente impostata su “T”. Il tempo di esposizione preferisco regolarlo sempre in maniera dinamica con la rotella/pulsante di comando posteriore. Questo controllo è una vera chicca, gestisce un range di tempi che vanno da 1/32.000 sec. fino ai 15 min con intervalli di 1/3 di stop.

Tasti Funzione:
Fn1: Select Custom Setting
Fn2: Drive Setting
Fn3: AF Mode
Fn4: Film Simulation
Fn5: White Balance
Fn6: Self-Timer
Fn7: Performance – Boost
Fn8: Playback

ACCESSORI CHE USO

Qui di seguito ho inserito alcuni accessori che uso. A fianco di ciascuno il link alla pagina di Amazon dove eventualmente acquistarli.

Una brevissima annotazione sulle batteria Patona (Green). Attualmente ho un totale di 6 batterie di cui 2 originali Fuji e 4 Patona. Queste ultime le uso regolarmente da sei mesi abbondanti e ho constatato che le performance sono parificabili alle originali, anche se usate nelle riprese video. L’unica differenza che ho riscontrato sta sulla segnalazione del livello di carica; mentre per le Fuji la percentuale di carica viene rappresentata fedelmente a display, con le Patona la segnalazione in rosso di batteria quasi scarica (10/20% di carica), coincide pressoché con lo spegnimento della fotocamera. Si tratta solo di un fattore di segnalazione, al lato pratico l’autonomia è la stessa.

APPENDICE TECNICA

Come ultimo paragrafo mi premeva fare alcune doverose precisazioni su un paio di caratteristiche della Fujifilm X-T2, una riguardante la sensibilità ISO dove spesso ne viene travisato il principio di funzionamento, ed una seconda invece sull’utilizzo dei filtri ND per lunghe esposizioni.

Sensibilità ISO
Un misunderstood abbastanza comune è quello sul significato e funzionamento del parametro ISO. Utilizzare alti ISO non significa che il sensore aumenta la propria sensibilità. Il sensore della X-T2 è calibrato ad un valore nativo di ISO 200 e questo rimane fisso qualsiasi sia il valore che viene impostato sulla ghiera dedicata. Per fare un esempio pratico, non c’è alcuna differenza nello scattare una foto con f/8 a 1/60 sec. ad ISO 200 o ad ISO 12.800. In entrambi i casi il sensore viene esposto alla stessa quantità di luce (o fotoni). L’ammontare di luce che colpisce il sensore è determinato esclusivamente dal diaframma e dal tempo di posa.

Cosa fa allora esattamente il parametro ISO? Quest’ultimo determina il valore di amplificazione che verrà applicato sul segnale prima di essere registrato sulla scheda di memoria.
Per esempio, ad ISO 400 il segnale verrà amplificato di 1 stop per sovraesporre l’immagine e quindi schiarirla. Ad ISO 800 il segnale verrà amplificato di 2 stop, e così via. Quando si acquisisce un’immagine ad ISO 800, in realtà si sta dicendo alla fotocamera di sottoesporre l’immagine 2 stop come sarebbe ad ISO 200, e successivamente schiarirla di 2 stop per compensarne la sottoesposizione.

Il sensore della X-T2 è chiamato anche ISOless sensor, il che significa che non c’è una differenza rilevante in termini di qualità dell’immagine tra un’amplificazione analogica/digitale in fase di acquisizione (prima della scrittura del file sulla scheda), ed un’amplificazione digitale attuata il post produzione dopo che il file è stato registrato sulla scheda di memoria.
Considerando questo processo di reversibilità, confrontando una foto scattata ad ISO 800 in camera, ed una seconda scattata ad ISO 200 e schiarita in post produzione (Lightroom, Capture One, etc…) di 2 stop, entrambe presenteranno la medesima qualità d’immagine.

fufjifilm x-t2 andrea livieri photography workshop review recensione

Un’ulteriore precisazione si riferisce invece alla ghiera per la selezione della sensibilità ISO, dove oltre ai valori numerici nativi, sono previste altre tre opzioni: A, L e H. Le sigle corrispondono rispettivamente ad Auto ISO (dove il range min-max viene definito all’interno del menù della fotocamera), mentre le ultime due indicano Low ISO ed High ISO (valori che non appartengono al range nativo, ma alla cosiddetta espansione).

Nella modalità H, nella quale rientrano i valori ISO 25.600 e 51.200, questi ultimi sono ottenuti tramite un’ulteriore amplificazione digitale che avviene all’interno della fotocamera. Si tratta ovviamente di sensibilità molto alte che comportano un aumento sensibile della grana e vanno usate in casi limite. Ho usato il termine grana e non rumore digitale proprio per sottolineare ancora una volta la grande diversità tra il “rumore” che restituisce un sensore X-Trans (più simile ed affine alla grana della pellicola) rispetto ad un sensore tradizionale con schema Bayer dove il rumore ha un sapore estremamente digitale.

Nella modalità L, invece, rientra il valore ISO 100. L’espansione in questo caso avviene partendo dal file sovraesposto al valore minimo nativo ISO 200, e successivamente sottoesposto di uno stop in camera per poi essere salvato sulla scheda di memoria. Questa operazione comporta la riduzione del range dinamico di 1 stop esatto; è facile, quindi, incorrere in risultati dove le immagini presentano aree completamente bruciate.

Filtri ND per lunghe esposizioni
Nella fotografia di paesaggio l’utilizzo dei filtri ND per allungare i tempi di esposizione è una pratica diffusissima. Riguardo questo aspetto, la X-T2 va trattata con un occhio di riguardo, nel senso che il sensore è equipaggiato con un filtro IR (infrarosso) abbastanza debole. Per cui, per esposizioni tipicamente di 1 minuto ed oltre, è indispensabile utilizzare dei filtri ND che includano già il trattamento IR. Questo serve ad evitare delle evidenti dominanti di colore, correggibili in post produzione, ma molto fastidiose.

Nel complesso l’articolo si è rivelato più lungo del previsto, ma spero tuttavia che l’insieme di informazioni che ho raccolto ti possano tornare utili in qualche modo. Dal mio canto, a distanza di sei mesi, mi ritengo totalmente soddisfatto della scelta fatta senza alcun minimo rimpianto sul tradizionale sistema reflex. Mai più senza la mia Fuji!
Se ti è piaciuto l’articolo e sei anche tu un utilizzatore del sistema Fujifilm X, mi piacerebbe conoscere la tua opinione sulla tua esperienza di utilizzo, i punti che consideri di forza della X-T2 ed eventualmente anche gli aspetti che ritieni siano da migliorare. Lasciami pure un tuo commento qui di seguito, sarà apprezzatissimo.

Alla prossima, cheers!

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