Fujifilm X-T2 – Recensione Completa (Fotografia di Paesaggio)

Fujifilm X-T2 – Recensione Completa (Fotografia di Paesaggio)

Per chi segue regolarmente non solo questo blog, ma anche i miei canali social, è già al corrente che sono un grande fan delle fotocamere Fujifilm da diversi anni oramai. Dal 2010 ho sempre fatto convivere nel mio zaino sia il sistema reflex tradizionale Canon, sia il sistema mirrorless Fuji; prima con la piccola X10 e subito dopo con la X100S che continuo tuttora a portare con me.
Fino a Novembre scorso ho utilizzato i due sistemi in contesti differenti, Canon per lavori commerciali e fotografia di paesaggio, mentre la X100S per progetti personali e fotografia di viaggio. A Dicembre 2016, invece, mi sono deciso a fare il grande salto unificando il corredo ad un’unico brand.

Il passaggio definitivo è stato ponderato per più di un anno in maniera abbastanza analitica, basandomi sulle mie reali esigenze, gusti e non ultima la validità del prodotto che sarei andato ad acquistare; certamente non ho seguito la semplice euforia del fanboy.

L’idea di convertire l’intero mio corredo in un sistema mirrorless mi balenava in testa già dal 2014 quando la X-T1 arrivò sul mercato dimostrando caratteristiche di livello altissimo sotto ogni punto di vista, dal cuore elettronico, al parco ottiche, fino ai veri punti forti, l’ergonomia ed il design.Un po’ per paura, un po’ per motivi lavorativi, decisi al tempo di rimanere stabile su un sistema collaudato che mi dava un’affidabilità comprovata, soprattutto in contesti aziendali. Padroneggiare con una certa facilità dell’attrezzatura nuova, totalmente diversa dalla precedente, avrebbe previsto dei tempi tecnici che in quel periodo non avevo. E’ molto rischioso sfruttare situazioni dove c’è di mezzo un cliente ed un calendario scadenze per testare nuove apparecchiature senza prima averle provate per un certo periodo in autonomia.

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Manarola - Fujifilm X-T2 + XF 10-24mm f/4 - (ISO 200 - 18mm - f/16 - 13 sec.)
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Manarola - Fujifilm X-T2 + XF 10-24mm f/4 - (ISO 200 - 16mm - f/16 - 250 sec.)

L’attesa è durata appunto fino a Dicembre scorso, quando ho finalmente scelto di cedere tutta l’attrezzatura Canon per il sistema mirrorless Fujifilm acquistando l’ammiraglia X-T2 ed una serie di ottiche calibrate sulle mie necessità fotografiche.

Da pochi giorni sono tornato da un tour fotografico che ho condotto nel Nord Italia per un gruppo di dodici simpatici e bravi fotografi dalla Cina; abbiamo attraversato insieme le splendide Dolomiti da Belluno a Trento, le variopinte Cinque Terre liguri, fino a giungere nelle magiche colline Toscane. Durante uno dei momenti di relax tra una sessione fotografica e l’altra, ho pensato di redare questo articolo, che non vuole essere assolutamente l’ennesima recensione di carattere tecnico (sul web se ne trovano già a bizzeffe), ma piuttosto un pretesto per poter condividere alcune mie impressioni sulla X-T2 dopo diversi mesi di utilizzo intensivo sul campo.

Da quando ho iniziato ad utilizzare questa nuova fotocamera applicata in maniera importante anche sulla fotografia di paesaggio, molti fotografi mi hanno scritto chiedendomi info e suggerimenti sul sistema Fujifilm, l’esperienza d’uso, ed i motivi che mi hanno spinto verso tale scelta. Ci sarebbero veramente un’infinità di argomenti da approfondire su questo piccolo gioiello di tecnologia, ma spero intanto che questo post possa rispondere alle domande più ricorrenti.

L’insieme di considerazioni che andrò a fare saranno riferite esclusivamente alla fotografia di paesaggio; dedicherò un post a parte dove affronterò il tema della fotografia di ritratto. Come si sarà già notato, all’interno del post ho inserito anche una serie di snapshots fatti con l’iPhone e la X100S che raccontano un po’ i dietro le quinte dei luoghi visitati e fotografati durante il tour.

UPDATES - SEPTEMBER 2019

I started my new YouTube Channel channel with the first of a series of video about Landscape Photography where you can find some advices about photo techniques, composition, gears, post-production and other stuff. In this opening episode you can follow how I photographed the beautiful Limedes Lake and how I worked the scene.

All right, don’t forget if you enjoyed the video please be sure to give me a thumbs up, it will be really appreciated. If you want to support my channel and my future contents don’t forget to subscribe.

Thank you so much for your support!

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FOTOGRAFIA DI PAESAGGIO

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Dolomiti - Fujifilm X-T2 + XF 16-55mm f/2.8 - (ISO 200 - 51mm - f/11 - 1/80 sec.)

DESIGN, ERGONOMIA, CONTROLLI

A mio parere è una delle fotocamere digitali più innovative mai realizzate finora; la grande forza di questa Fujifilm X-T2 è l’essere stata pensata ponendo una notevole attenzione nell’ottimizzare e migliorare l’esperienza di utilizzo da parte dell’utente finale, un aspetto sul quale molte altre aziende del settore non hanno speso molte energie. Un vero e proprio gioiellino di design. Con l’era del digitale e l’introduzione di tecnologie sempre più sofisticate applicate alla fotografia, gran parte dei brand più blasonati hanno spinto più sulle performance dei loro prodotti piuttosto che sul come renderli più divertenti ed intuitivi nell’utilizzo. In linea di massima questo è uno dei motivi per cui ognuno di noi gravita intorno ad apparecchi come gli smartphones, concepiti con un design essenziale e dove non ci sono operazioni particolari da eseguire se non inquadrare la scena e fare click. Senza alcun dubbio per un fotografo avere il controllo su altri elementi di ripresa è molto importante, ma ciò che fa la differenza è la facilità con cui si accede a questi parametri.

La X-T2 sposa esattamente questo spirito. La ricerca e le energie investite da Fuji nel migliorare costantemente il proprio sistema mirrorless sono state enormi; la grande disponibilità nella raccolta dei feedback dati dagli utilizzatori per l’ottimizzazione e perfezionamento dei prodotti, ha sempre dimostrato la grande apertura da parte di Fujifilm all’innovazione non esclusivamente tecnologica, ma soprattutto nel continuo miglioramento dell’esperienza d’uso.

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Dolomiti - Fujifilm X-T2 + XF 10-24mm f/4 - (ISO 200 - 30mm - f/11 - 1/200 sec.)

Partendo da una panoramica generale, la prima cosa che si nota è che non c’è più il selettore ASMP; ora tutte le funzioni della fotocamera sono distribuite su pulsanti e selettori dedicati. Il diaframma si regola con l’anello posto direttamente sull’obiettivo, una ghiera a destra del mirino per selezionare il tempo di posa ed una seconda dal lato opposto per il settaggio degli ISO. Tutto disposto e gestibile in maniera estremamente intuitiva.

Pensando a situazioni di ripresa outdoor, la possibilità di accedere direttamente ai parametri Shutter Speed, Aperture ed ISO con ghiere dedicate e di dimensioni generose è estremamente utile e da non sottovalutare. Ricordo (senza alcuna nostalgia) l’infinito numero di volte che ho sbagliato nel pigiare il pulsante per la selezione della sensibilità ISO nella mia precedente Canon. Non in tutte le situazioni ovviamente, ma provate ad immaginarvi in condizioni di ripresa a basse temperature in alta quota con indossati guanti spessi per mantenere calde le mani; l’accesso a combinazioni basilari di piccoli pulsanti può rivelarsi un’operazione non proprio banale.

Un’altra caratteristica che apprezzo molto della X-T2 è l’estrema libertà di personalizzazione delle funzioni associate ai diversi pulsanti. Una di queste è la modalità bracketing selezionabile sempre da un selettore posizionato in forma combo con la ghiera degli ISO, dove la scelta dell’escursione esposimetrica ed il relativo numero di pose l’ho associata al pulsante frontale. Impugnando la fotocamera con la mano destra, l’accesso a quest’ultimo è immediato e comodissimo; dito medio sul pulsante funzione, e dito indice sul pulsante di scatto.

Il menù funzioni ha ancora un margine di miglioramento secondo me. Tuttavia l’insieme delle impostazioni più avanzate sono facilmente gestibili con un minimo di pratica.

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Dolomiti - Fujifilm X-T2 + XF 50-140mm f/2.8 - (ISO 200 - 147mm - f/8 - 1/1250 sec.)
fujifilm x-t2 xt2 fotografia di paesaggio andrea livieri
Dolomiti - Fujifilm X-T2 + XF 10-24mm f/4 - (ISO 200 - 16mm - f/16 - 3 exp. 1/15 sec. - 1/40 sec. - 1/100 sec.)
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Dolomiti - Fujifilm X-T2 + XF 10-24mm f/4 - (ISO 200 - 28mm - f/16 - 74 sec.)

Per quanto riguarda l’ergonomia del chassis, è formidabile. Grip e sensazione sotto le dita sono piacevolissimi, anche per chi come me ha delle mani non proprio esili. Il retro-style, poi, è veramente raffinato e curato in ogni dettaglio. Non ultima la tropicalizzazione che risulta essere una prerogativa indispensabile quando si fotografa in location particolari o in condizioni meteorologiche problematiche (pioggia, forte vento, cascate, aree sabbiose, etc…). Quest’ultima è stata progettata veramente bene, tanto che i tecnici della Fuji hanno introdotto il display articolato/orientabile che è di un’utilità estrema quando si adottano punti di ripresa molto bassi raso terra, soprattutto per chi è abbastanza alto di statura. La perfezione si sarebbe raggiunta con un display orientabile a 360°, ma sono quasi certo che la scelta sia dipesa da motivi di isolamento.

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Dolomiti - Fujifilm X-T2 + XF 10-24mm f/4 - (ISO 200 - 24mm - f/22 - 0,8 sec.)

Soffermandomi un’ultima volta sull’importanza del design inteso come miglioramento dell’esperienza d’uso, chi approccia alla fotografia spesso viene sviato dagli aspetti tecnologici, dimenticando che il ruolo del fotografo non è lo studio e sviluppo in laboratorio di nuovi sensori, il pixel mapping, gli spazi colore, e via dicendo. Il cuore della fotografia sta nel comunicare “un qualcosa” attraverso le immagini, sia che ci troviamo davanti ad uno splendido paesaggio, sia quando ci troviamo ad interagire con un individuo umano. In entrambi i casi gli elementi con cui si ha a che fare sono sempre gli stessi, il soggetto e l’apparecchio fotografico, quest’ultimo inteso come il mezzo che serve a trasdurre un “concetto” in fotografia.

La vere qualità, le più importanti a mio parere per una fotocamera, sono quelle che ti permettono di interagire con essa in maniera molto intuitiva e catturare il momento decisivo il più velocemente possibile. Ed è proprio su questi aspetti che molti dei grandi brand non hanno investito un granché in termini di tempo e sforzi. Le fotocamere sono sempre più compatte, portatili ed evolute, e questo è un bene, ma in quanto al layout? quali sono i controlli su cui posso agire una volta che li ho sotto le dita? con quale facilità posso accedervi?

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Qualità d'immagine, sensore x-trans

Prima di qualsiasi altra cosa, ciò che in principio mi ha fatto innamorare delle mirrorless Fujifilm è stata sicuramente la qualità d’immagine. I sensori X-TRANS implementati sulle mirrorless della casa nipponica sfruttano una mappatura proprietaria totalmente diversa dai tradizionali sensori con schema Bayer. Questa particolare tecnologia, oltre ad offrire prestazioni di primissimo livello su sensori in formato APS-C in termini di range dinamico ed alti ISO (parificabili, se non superiori a gran parte dei sistemi full-frame in commercio), la “pasta” delle immagini ha un flavour del tutto unico; difficile da spiegare a parole, bisogna provarle.

Il range dinamico è incredibile ed in fase di elaborazione in camera chiara i margini di azione sul recupero delle alte luci ed ombre sono ampissimi. Il rapporto segnale/rumore ad alti ISO è impressionante. Inoltre, l’assenza del filtro passa-basso offre un livello di dettaglio dell’immagine molto nitido già di default, e le diverse gradazioni di colore, sfumature e contrasti sono un piacere per gli occhi.

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Dolomiti - Fujifilm X-T2 + XF 10-24mm f/4 - (ISO 200 - 36mm - f/11 - 1/3 sec.)

L’unico neo che ho riscontrato, cosa già nota agli utilizzatori di apparecchi Fujifilm, risiede nel processing dei file RAF generati dalla fotocamera. Il mio workflow si basa da diversi anni sull’utilizzo del software Lightroom sia per la catalogazione che per lo sviluppo dei file Raw. Purtroppo, il processo di demosaicizzazione implementato nel motore di ACR (Adobe Camera Raw) sembra non andare molto d’accordo con il pixel mapping dei sensori X-Trans. Infatti, la fase di pre-sharpening genera fastidiosissimi artefatti sui dettagli dell’intera immagine, tanto più marcati quanto più alti sono i valori dei parametri Sharpening e Details (in particolare sulle alte frequenze). Oltretutto, il profilo lente per la correzione della distorsione e vignettatura, essendo integrato sui file RAF, non è deselezionabile, ed il modo in cui viene corretta quest’ultima non è per nulla di buon livello.

Per certi tipi di fotografia, come possono essere il ritratto in luce naturale, wedding o fotografia di viaggio, il problema è meno significativo; quando però si parla di fotografia di paesaggio, dove i fattori nitidezza e dettaglio sono determinanti, allora diventa obbligatorio affidarsi ad altri sviluppatori Raw.

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Dolomiti - Fujifilm X-T2 + XF 10-24mm f/4 - (ISO 200 - 30mm - f/16 - 1/13 sec.)
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Dolomiti - Fujifilm X-T2 + XF 10-24mm f/4 - (ISO 200 - 25mm - f/16 - 1/125 sec.)
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Dolomiti - Fujifilm X-T2 + XF 16-55mm f/2.8 - (ISO 200 - 40mm - f/16 - 1/40 sec.)

Questa carenza da parte di Adobe mi ha costretto ad investire un po’ di tempo per testare alcuni degli svariati software presenti in commercio. Per i primi mesi la scelta è caduta su Iridient Developer della software house www.iridientdigital.com, un software veramente ottimo strutturato con un’interfaccia per certi versi un po’ spartana, ma con un parco funzioni estremamente ricco.
Iridient Developer ed i sorgenti RAF comunicano alla perfezione. In fase di demosaicizzazione e pre-sharpening non si presenta la minima traccia dei fastidiosissimi “vermi” che invece Lightroom ed ACR generano. Questo sviluppatore Raw però non brilla certo per velocità, ed ogni conversione, soprattutto se la workstation su cui si lavora non è di ultima generazione, impiega dei tempi abbastanza lunghi.

Oltre a Lightroom, da anni mi appoggio ad un secondo software che ritengo fenomenale e che adotto per lavori commerciali e studio dove ho necessità di utilizzare la funzione di tethering; si tratta di Capture One dell’azienda Phase One www.phaseone.com. Ad inizio 2017 è stata lanciata la nuova versione 10 che prevedeva tra gli updates anche la gestione dei file RAF della X-T2 esclusivamente nel formato non-compresso.

Ho voluto verificare come si comportava con il pre-sharpening e la demosaicizzazione, ed i primi risultati non sono stati molto gratificanti, ahimè. Partendo dal fatto che i file non-compressi occupano il doppio di spazio in memoria, Capture One sembrava soffrire sensibilmente in termini di performance, e quindi non si è rivelato un’alternativa valida da percorrere. Sono rimasto stabile con Iridient Developer fino a Maggio scorso quando Capture One ha rilasciato l’aggiornamento 10.1 che tra le varie cose prevedeva i miglioramento della gestione dei file generati dai sensori X-Trans inserendo anche il riconoscimento e gestione della versione compressa (lossless). Ed è qui che i giochi si sono completamente ribaltati. Con questa nuova versione il processing è velocissimo e la qualità della conversione è magnifica. Al momento, fintanto che Adobe non deciderà di allinearsi, tutte le mie immagini di paesaggio passano attraverso Capture One, con l’unica rinuncia di non poter utilizzare i profili film emulation Fuji (sigh!).

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Toscana - Fujifilm X-T2 + XF 16-55mm f/2.8 - Panorama 4 scatti orizzontali (ISO 200 - 82mm - f/11 - 1/125 sec.)

Mirino elettronico - EVF

Una caratteristica della X-T2, come altri modelli di casa Fuji, e dall’utilità impagabile, è senz’altro il mirino elettronico. Il bonus WYSIWYG della funzione EVF (Electronic Viewfinder) è qualcosa a cui ci si abitua molto ma molto in fretta, e difficilmente si torna indietro.

E’ luminosissimo, veloce (fino a 100fps in modalità boost), e di gran lunga più versatile dei mirini ottici tradizionali. Si ha il controllo immediato non solo dei parametri di scatto, ma è consultabile la distribuzione della luminosità della scena attraverso l’istogramma real-time; stesso discorso vale per la gestione del bilanciamento del bianco valutabile senza staccare l’occhio dal mirino. Gli errori di stima dell’esposizione si riducono quasi a zero, garantendo un risultato perfetto fin dal primo scatto.

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Toscana - Fujifilm X-T2 + XF 50-140mm f/2.8 - (ISO 200 - 135mm - f/11 - 1/30 sec.)
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Toscana - Fujifilm X-T2 + XF 16-55mm f/2.8 - (ISO 200 - 50mm - f/16 - 2 exp. blended 1/6 sec. & 1/25 sec.)

Il mirino elettronico ha portato ad altri due importanti vantaggi, l’eliminazione dell’accessorio Loupe Viewfinder e del copri mirino anti infiltrazioni nelle lunghe esposizioni. Chi è appassionato di fotografia di paesaggio sa esattamente di cosa sto per parlare.

Riguardo il primo pregio, col precedente sistema Canon a mirino ottico, la review istantanea delle immagini durante le sessioni di ripresa sul campo è sempre stato un processo abbastanza certosino per via dei riflessi sul display; per aggirare il problema mi son dovuto affidare ad uno strumento specifico, l’Hoodman HoodLoupe Optical Viewfinder che aveva la funzione appunto di ingrandire (con rapporto 1:1), isolare ed oscurare la visuale sul display eliminando così qualsiasi riflesso e dandomi modo di valutare la nitidezza dell’immagine, la precisione della messa a fuoco e l’appropriatezza della profondità di campo. Con il mirino EVF la revisione delle immagini la si fa direttamente puntando l’occhio nel mirino evitando qualsiasi disturbo dato dalla luce ambiente; inoltre, l’alta risoluzione di quest’ultimo permette uno zoom generoso per valutare tutti i minimi dettagli della foto.

Stessa cosa vale per il vecchio copri mirino; non impiegando lo specchietto, le mirrorless non soffrono di alcun light leakage, abbassando così a zero il rischio di ritrovarsi con foto da cestinare per infiltrazioni di luce indesiderate.

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Toscana - Fujifilm X-T2 + XF 10-24mm f/4 - (ISO 200 - 24mm - f/16 - 1/5 sec.)
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Toscana - Fujifilm X-T2 + XF 50-140mm f/2.8 - (ISO 200 - 75mm - f/16 - 2 exp. blended 1/3 sec. & 1/15 sec.)

Depth of fied scale & Focus peaking

Per il fotografo paesaggista queste due funzioni sono la ciliegina sulla torta. Chi ha un minimo di background tecnico/fotografico, sa che esiste la cosiddetta Iperfocale, ovvero un valore che definisce la distanza di uno specifico punto di messa a fuoco, calcolato tenendo conto delle dimensioni del sensore, focale dell’ottica e distanza tra fotocamera e soggetto da riprendere, tale per cui la profondità di campo risultante riesce ad abbracciare tutti gli elementi della scena garantendo un dettaglio accettabile, dal primo piano fino allo sfondo.

La funzione DOFS (Depth Of Field Scale) in combinazione con il FP (Focus Peaking) hanno sostituito completamente la necessità del calcolo dell’iperfocale. Per quanto riguarda il DOFS, sul display viene visualizzata una linea orizzontale con un trattino bianco che indica il punto in cui la fotocamera sta mettendo a fuoco, ed una linea blu che indica invece la zona di iperfocale in base alla lente installata. Il calcolo automatico è reso possibile dallo scambio di dati tra corpo macchina ed ottica, dove queste informazioni sono registrate nel firmware di ciascun obiettivo.

Il Focus Peaking, invece, una volta selezionata la modalità AF Manuale, permette di visualizzare, attraverso una sorta di maschera di contrasto (con tre diverse impostazioni split-image, white peak, o red peak), la distribuzione ed il livello di messa a fuoco nelle diverse aree dell’immagine.

Questi due strumenti fatti lavorare in concerto garantiscono un grado di precisione assoluto, eliminando tabelle di conversione ed app per il calcolo dell’iperfocale; altra cosa non da poco, rendono l’esperienza sul campo molto più veloce e piacevole.

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Toscana - Fujifilm X-T2 + XF 10-24mm f/4 - (ISO 200 - 17mm - f/16 - 3 exp. blended 1/5 sec., 1/30 sec. & 1/200 sec.)

Esposimetro & Bilanciamento del bianco

Non tutte le fotocamere eseguono la lettura esposimetrica nella stessa maniera, a prescindere dalla modalità selezionata (matrix, pesata a centro, spot). Una qualità della X-T2 che ho riconosciuto fin da subito è la precisione con cui espone la scena anche in condizioni estremamente difficili. Sulla fotografia di paesaggio uso sempre di default la modalità matrix che mi restituisce sempre un ottimo punto di partenza per sviluppare le considerazioni del caso.

Stesso discorso vale per il bilanciamento del bianco AUTO, il margine di errore è veramente basso e mi trovo a scattare in questa modalità per quasi la totalità delle situazioni. Con la precedente 6D questo parametro era davvero una nota dolente, in qualsiasi contesto di luce.

Ottiche

Fuji ha prodotto finora delle ottiche superlative per la serie X. Le lenti che uso regolarmente sono l’XF 10-24mm f/4 (non è WR purtroppo, ma la qualità di questo obiettivo non è seconda a nessuno), l’XF 16-55mm f/2.8 (il mio preferito! contrasto, colori e nitidezza sono una meraviglia. Spero di vedere nel prossimo futuro la versione stabilizzata.), e l’XF 50-140mm f/2.8 (più pesante delle due ottiche precedenti, ed un po’ più rumoroso rispetto al mio precedente teleobiettivo Canon. Sul versante qualitativo anche qui il discorso non cambia, la resa dell’immagine è incredibile.)
Tutte e tre queste ottiche sono dei “rasoi” in quanto a nitidezza, dal centro fino ai bordi; hanno un’ottima tenuta ai flare e sul lato costruttivo sono di una qualità superba. La mia preferita? il 16-55m!!!

Firmware updates

Come già accennavo ad inizio articolo, Fuij rilascia periodicamente aggiornamenti firmware per i corpi macchina e per le ottiche. Ogni update migliora notevolmente le performance complessive della X-T2, oltre ad espandere le funzioni esistenti ed implementandone di nuove. La recenti versioni 2.00 e 2.10 sono il chiaro esempio di come questo brand sia costantemente interfacciato con la sua utenza, a differenza dei prodotti Canon e Nikon con i quali non ricordo di aver mai avuto il piacere di godere di un solo update di pari entità.

Pesi ed ingombri

Aspetti per me di cruciale importanza sono i pesi e gli ingombri, soprattutto nel contesto della fotografia di paesaggio. Nel passaggio dal corredo Canon al corredo Fuji, a parità di numero di ottiche e range focali, ho risparmiato quasi 1kg di peso. La differenza non è affatto poca, specie se quel chilogrammo in più lo si deve portare in spalla per diverse ore di camminata in montagna. Il rapporto peso/ingombro si potrebbe migliorare ancora di più adottando per le escursioni più impegnative il Fujinon 55-200mm f/3.5-4.8 R LM OIS al posto del mio attuale 50-140mm f/2.8 R LM OIS WR, abbassando ulteriormente di 1kg il carico totale, ed avendo a disposizione una lente più compatta e con performance ottiche molto alte seppur meno luminosa della sorella maggiore.
I benefici del cambio corredo si sono tradotti anche sul versante degli ingombri che sono stati ottimizzati ed hanno favorito un’organizzazione più funzionale del contenuto dello zaino.

Con il numero di Giugno il magazine Fuji X Passion festeggia il suo primo anniversario, e come copertina hanno scelto la mia foto di Manarola. All’interno della rivista ci sono una quindicina di pagine dedicate alle mie fotografie, e dove parlo dei motivi che mi hanno spinto a passare al sistema mirrorless Fuji.

Questo è il link al magazine che per l’occasione è FREE: http://bit.ly/2rNMCoy

Le mie impostazioni sulla

Formato File: scatto esclusivamente in RAW (compresso)

Bilanciamento del Bianco: Auto. Eventuali aggiustamenti possono essere fatti in post-produzione

Riduzione del Rumore: di default a 0.

Riduzione Rumore Lunghe Esposizioni: Off.

Range Dinamico: di default a DR100.

Bracketing: tre esposizioni a -2, 0, +2 di default. In occasioni con range dinamici critici incremento il numero di esposizioni a 5, 7, o 9 con intervalli di 1 stop.

Spazio Colore: sRGB

Schede di Memoria: slot 1 immagini principali in RAW, slot 2 immagini backup sempre in RAW.

Dimensione Immagine: di default L3:2. Qualsiasi crop viene eseguito in post produzione.

Film Emulation: PRO Neg. Std. (H-Tone -1, S-Tone -1, Color 0, Sharp 0).  Quando mi trovo sul campo preferisco avere un riscontro abbastanza flat dell’immagine a display. Mi facilita il processo di raffronto con il corrispettivo file RAW e le eventuali operazioni di compensazione esposimetrica.

Messa a Fuoco: con lo switch frontale alterno la modalità automatica, selezionando il punto di messa a fuoco tramite joystick, con la modalità manuale + funzione Focus Peck (Red) ed agendo sulla ghiera dell’ottica.

Ghiera Tempi: perennemente impostata su “T”. Il tempo di esposizione preferisco regolarlo sempre in maniera dinamica con la rotella/pulsante di comando posteriore. Questo controllo è una vera chicca, gestisce un range di tempi che vanno da 1/32.000 sec. fino ai 15 min con intervalli di 1/3 di stop.

Tasti Funzione:
Fn1: Select Custom Setting
Fn2: Drive Setting
Fn3: AF Mode
Fn4: Film Simulation
Fn5: White Balance
Fn6: Self-Timer
Fn7: Performance – Boost
Fn8: Playback

ACCESSORI CHE USO

Qui di seguito ho inserito alcuni accessori che uso. A fianco di ciascuno il link alla pagina di Amazon dove eventualmente acquistarli.

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APPENDICE TECNICA

Fujifilm X-T2

Come ultimo paragrafo mi premeva fare alcune doverose precisazioni su un paio di caratteristiche della Fujifilm X-T2, una riguardante la sensibilità ISO dove spesso ne viene travisato il principio di funzionamento, ed una seconda invece sull’utilizzo dei filtri ND per lunghe esposizioni.

Sensibilità ISO
Un misunderstood abbastanza comune è quello sul significato e funzionamento del parametro ISO. Utilizzare alti ISO non significa che il sensore aumenta la propria sensibilità. Il sensore della X-T2 è calibrato ad un valore nativo di ISO 200 e questo rimane fisso qualsiasi sia il valore che viene impostato sulla ghiera dedicata. Per fare un esempio pratico, non c’è alcuna differenza nello scattare una foto con f/8 a 1/60 sec. ad ISO 200 o ad ISO 12.800. In entrambi i casi il sensore viene esposto alla stessa quantità di luce (o fotoni). L’ammontare di luce che colpisce il sensore è determinato esclusivamente dal diaframma e dal tempo di posa.

Cosa fa allora esattamente il parametro ISO? Quest’ultimo determina il valore di amplificazione che verrà applicato sul segnale prima di essere registrato sulla scheda di memoria.
Per esempio, ad ISO 400 il segnale verrà amplificato di 1 stop per sovraesporre l’immagine e quindi schiarirla. Ad ISO 800 il segnale verrà amplificato di 2 stop, e così via. Quando si acquisisce un’immagine ad ISO 800, in realtà si sta dicendo alla fotocamera di sottoesporre l’immagine 2 stop come sarebbe ad ISO 200, e successivamente schiarirla di 2 stop per compensarne la sottoesposizione.

Il sensore della X-T2 è chiamato anche ISOless sensor, il che significa che non c’è una differenza rilevante in termini di qualità dell’immagine tra un’amplificazione analogica/digitale in fase di acquisizione (prima della scrittura del file sulla scheda), ed un’amplificazione digitale attuata il post produzione dopo che il file è stato registrato sulla scheda di memoria.
Considerando questo processo di reversibilità, confrontando una foto scattata ad ISO 800 in camera, ed una seconda scattata ad ISO 200 e schiarita in post produzione (Lightroom, Capture One, etc…) di 2 stop, entrambe presenteranno la medesima qualità d’immagine.

Un’ulteriore precisazione si riferisce invece alla ghiera per la selezione della sensibilità ISO, dove oltre ai valori numerici nativi, sono previste altre tre opzioni: AL e H. Le sigle corrispondono rispettivamente ad Auto ISO (dove il range min-max viene definito all’interno del menù della fotocamera), mentre le ultime due indicano Low ISO ed High ISO (valori che non appartengono al range nativo, ma alla cosiddetta espansione).

Nella modalità H, nella quale rientrano i valori ISO 25.600 e 51.200, questi ultimi sono ottenuti tramite un’ulteriore amplificazione digitale che avviene all’interno della fotocamera. Si tratta ovviamente di sensibilità molto alte che comportano un aumento sensibile della grana e vanno usate in casi limite. Ho usato il termine grana e non rumore digitale proprio per sottolineare ancora una volta la grande diversità tra il “rumore” che restituisce un sensore X-Trans (più simile ed affine alla grana della pellicola) rispetto ad un sensore tradizionale con schema Bayer dove il rumore ha un sapore estremamente digitale.

Nella modalità L, invece, rientra il valore ISO 100. L’espansione in questo caso avviene partendo dal file sovraesposto al valore minimo nativo ISO 200, e successivamente sottoesposto di uno stop in camera per poi essere salvato sulla scheda di memoria. Questa operazione comporta la riduzione del range dinamico di 1 stop esatto; è facile, quindi, incorrere in risultati dove le immagini presentano aree completamente bruciate.

Filtri ND per lunghe esposizioni
Nella fotografia di paesaggio l’utilizzo dei filtri ND per allungare i tempi di esposizione è una pratica diffusissima. Riguardo questo aspetto, la X-T2 va trattata con un occhio di riguardo, nel senso che il sensore è equipaggiato con un filtro IR (infrarosso) abbastanza debole. Per cui, per esposizioni tipicamente di 1 minuto ed oltre, è indispensabile utilizzare dei filtri ND che includano già il trattamento IR. Questo serve ad evitare delle evidenti dominanti di colore, correggibili in post produzione, ma molto fastidiose.

Nel complesso l’articolo si è rivelato più lungo del previsto, ma spero tuttavia che l’insieme di informazioni che ho raccolto ti possano tornare utili in qualche modo, non necessariamente solo a chi è appassionato di fotografia di paesaggio. Dal mio canto, a distanza di sei mesi, mi ritengo totalmente soddisfatto della scelta fatta senza alcun minimo rimpianto sul tradizionale sistema reflex. Mai più senza la mia Fuji!
Se ti è piaciuto l’articolo e sei anche tu un utilizzatore del sistema Fujifilm X, mi piacerebbe conoscere la tua opinione sulla tua esperienza di utilizzo, i punti che consideri di forza della X-T2 ed eventualmente anche gli aspetti che ritieni siano da migliorare. Lasciami pure un tuo commento qui di seguito, sarà apprezzatissimo.

Alla prossima, cheers!

  • Ciao Andrea, ho letto il tuo articolo con molto interesse e ti faccio i compliementi sia per l’articolo che per le splendide immagini. Ho scoperto il tuo blog proprio alla ricerca di informazioni riguardo la XT2. Sono un fotoamatore prevalentemente di paesaggio che possiede una Nikon D7100 + 10-24 Nikkor. Sono molto stuzzicato dall’idea di passare alla Fuji. Mi spaventano solo alcune questioni di cui ti chiedo un parere. Fare il grande salto senza passare ad una FF ha senso? Rispetto adesso avrò un netto miglioramento di gamma dinamica e resistenza alti ISO? Dovrò sostitutire in toto i miei obiettivi Nikon? E’ stata corretta la convivenza RAW e ACR? (ho capito che nei casi di trame ripetitive tipo foliage c’erano grandi problemi di nitidezza e effetto acquerello. Non il massimo per un paesaggista). Grazie, continuerò a seguirti con piacere

    • Ciao Mattia, grazie per aver apprezzato l’articolo. Riguardo la tua domanda, dopo il passaggio al sistema Fujifilm non ho mai avuto alcun ripensamento sulla scelta fatta. E’ un sistema che adotto in tutti gli ambiti in cui lavoro, dalla fotografia commerciale, al ritratto, alla fotografia di paesaggio, fino ai video ed i risultati sono stati spesso ben superiori alle mie aspettative.
      – Se usi la fotocamera principalmente per fotografia di paesaggio, il sensore ridotto non gioca a tuo sfavore, anzi è un plus (profondità di campo maggiore a parità di focale rapportata al sensore FF), quindi non vedo il problema.
      – In merito alle sensibilità elevate e range dinamico, la X-T2 è formidabile.
      – in quanto alle ottiche io ho scelto di passare alle lenti Fujinon, che ti posso garantire sono incredibili sotto ogni aspetto. Non rimpiangerai le tue attuali Nikon nemmeno per un attimo.
      – Lightroom/ACR vs X-Trans III: eh, hanno fatto 99 ma non 100… Adobe ha migliorato molto le performance ed i risultati sono molto buoni. Personalmente, se si tratta di lavori commerciali o paesaggio adotto Capture One che in fase di pre-sharpening e demosaicizzazione è uno scalino sopra.

      Sopra a tutto, l’esperienza di ripresa sul campo è di gran lunga più piacevole rispetto all’utilizzare una tradizionale reflex Nikon o Canon che sia. Una volta fatto lo switch ad un sistema mirrorless (Fujifilm o Sony), usare una reflex a mirino ottico ti sembrerà di tornare alla preistoria. ps. preciso che non parlo di qualità di immagine, ma di esperienza d’uso.

      A presto, ciao

      • Ciao Andrea, mi inserisco nell’interessante discussione e ti faccio i complimento per l’articolo ed il blog in generale. Sto passando anche io da FF a Fuji, mi arriverà nei prossimi giorni. Mi confermi quindi che ad oggi performa ancora meglio Capture One rispetto all’accoppiata Iridient Transformer + Lightroom?
        Grazie mille!

        • Ciao Daniele, grazie intanto per aver apprezzato l’articolo. L’argomento riguardante i software di elaborazione RAF è molto vasto e a dirla tutta la scelta è molto personale da fotografo a fotografo. Non credo esista un software superiore a tutti, ma piuttosto è importante saper individuare quello più opportuno a seconda della tipologia di foto ed al tipo di workflow col quale ci si trova meglio.

          Ho fatto svariate prove con tutti i programmi attualmente distribuiti in commercio, e per la mia tipologia di flusso di lavoro, adotto tre diversi softwares:

          – Capture One per immagini di paesaggio e lavori in studio e commerciali.

          – Alien Skin Exposure X3 per fotografia di ritratto. Assieme a Capture One, è un convertitore RAF favoloso. Non è ancora ottimizzata al massimo la conversione contrasto/colore per le foto paesaggistiche, ma la demosaicizzazione è perfetta e per il ritratto è un’ottima alternativa. Per questo software faccio parte del programma di sviluppo, e molte migliorie saranno integrate già dalla prossima versione.

          – Lightroom per reportage ed immagini di famiglia. Se gestiti a dovere i parametri di sharpening, anche questo software si comporta bene, certo non alla pari dei due precedenti concorrenti. Lightroom continuo ad utilizzarlo come catalogatore principale per tutto il mio archivio fotografico.

          Iridient l’ho utilizzato e lo ritengo un ottimo convertitore per sorgenti RAF; tuttavia non mi è risultato comodo nel workflow complessivo e quindi l’ho abbandonato.

          A presto, ciao

  • Gent.mo Andrea, scrivo perchè possiedo da 10 gg una Fujifilm X-T2 e, se posso, vorrei farti due domande su tale fotocamera:
    1) esiste la funzione di “clipping” o “clippaggio” il lampeggiamento delle aree sovra esposte? Avevo una Lumix FZ-1000, ben meno costosa, che ne era provvista.
    2) la Fuji in parola ha la livella 3d ovvero il controllo dell’orizzontalità anche per l’alzo dell’ottica? (controllo linee cadenti ecc).
    Grazie per le risposte qualunque siano.
    Sono un pensionato genovese e mi piace fare panoramiche. Sono passato da Lumix fz1000 a Fujifilm X-T2 con beneficio soprattutto derivante dal sensore e tante altre caratteristiche ma rimpiango le due funzioni che ti ho illustrato.
    Un cordiale saluto.
    Carlo Marzani – Genova.

    • Buongiorno Carlo! Anche a me pice molto realizzare scatti panoramici, e ti confermo che la X-T2 non è provvista della livella 3D (purtroppo!); ho sviato il problema applicando una piccola bolla sulla slitta del flash (ti indico il link di quella che uso io http://amzn.to/2oEBhnc ).
      Per quanto riguarda invece la segnalazione del clipping alte-luci, questa funzione invece c’è eccome; la trovi navigando il menù principale a questo percorso: SET UP (icona con la chiave inglese) –> IMPOSTAZ. SCHERMO –> VIS. IMPOST. PERS. –> AVVISO EVIDENZ. VISTA LIVE

      Grazie per il commento e a presto! Ciao

  • Ciao andrea, voglio farti inanzitutto i miei complimenti per la bellissima e chiarissima discussione, e in più vorrei sapere alcune cose riguardo fuji.. Ho una d750 nikon e faccio sopratutto paesaggistica ed un po di ritratti poi qualche foto in qua e in la tipo festine private ecc, siccome volevo passare a fuji e volevo sapere se nel mio ambito fotografico la fujifilm xt 20 poteva darmi sempre dei risultati come la x t2, salvo che manca la tropicalizzazione e altre cosette, ma per il resto la qualità rimane la stessa? Grazie mille!

    • Ciao Manuel, grazie mille per aver apprezzato l’articolo. Se la qualità d’immagine è il principale requisito, entrambe sono sullo stesso piano in quanto montano il medesimo sensore.
      In quanto a features sono abbastanza diverse, a partire dall’ergonomia e controlli annessi (sulla X-T2 sono uno scalino sopra). Poi come avrai già visto sulle specifiche ci sono sostanziali differenze quali ad esempio la doppia scheda SD, un refresh del mirino ottico più veloce, la tropicalizzazione, etc etc.
      Per fare la scelta giusta dipende quanta importanza dai tu a questi plus in funzione delle situazioni in cui ti trovi abitualmente a fotografare.
      La X-T20 è un buon compromesso qualità/funzioni/dimensioni/prezzo

      A presto, ciao

  • Chapeau
    …alle immagini all’articolo.

    Ho trovato questo articolo in una ricerca web per sfruttare al meglio la mia attale compagna di lavoro, una Fujifilm X-Pro2 che è molto simile a quella da te recensita.
    Volevo farti un paio di domande relativamente al flusso di lavoro in quanto è per me un po penalizzante lavorare le immagini con due passaggi tra un’applicazione e l’altra, ritenendo Lightroom insostituibile da tutti i punti di vista, non ultimo l’esportazione e condivisione finale, non tralasciando l’archiviazione.
    Non a caso gli ho affidato 45.000 immagini.
    Domande:
    – l’attuale versione 7.2 di Lightroom, secondo il tuo autorevole parere, ha migliorato la situazione relativamente alla importazione dei file Raw X-Trans delle nostre macchine che lo mandava un tantinello in crisi ?
    – Se la risposta è no: Non trovi che intervenendo sul file Raf importato direttamente in Lightroom sui parametri della Nitidezza come suggerito in questo articolo da Pete Bridgwood –
    http://petebridgwood.com/wp/2014/10/x-trans-sharpening/
    si possa ottenere lo stesso identico risulato che altri software come Capture-One o X-Transformer applicano.
    Perchè io personalmente ritengo, avendo effettuato delle prove, che X-Transformer apporta delle sue modifiche sulla nitidezza in fase di esportazione al DNG se lasciato in Default ma che, se settato a “Zero” produce un DNG esattamente uguale a quello che Lighroom ci mostra nella sua importazione RAF.
    Su Capture non posso esprimermi perchè francamente non l’ho mai usato.
    Grazie

    • Ciao Danny, grazie mille per esserti fermato sul mio articolo e per averlo apprezzato. Ho poco da aggiungere sulla X-Pro 2 se non che si tratta di una fotocamera altrettanto splendida, hai fatto un’ottima scelta.
      Venendo alla tua domanda, le recenti release di Lightroom si comportano decisamente meglio nella gestione dei RAF rispetto alle versioni di qualche tempo fa, ma se mi chiedi se è tutto risolto al 100% ti dico di no.

      Conosco l’articolo di Pete da te citato e lo trovo ben fatto ed in linea di massima mi trova d’accordo quasi su tutto. Dico quasi perché secondo il mio modo di vedere ed operare, non mi sento di dare dei valori così definitivi e scolpiti sulla pietra sui parametri del modulo Dettagli. Se c’è una cosa certa è che il primo dei cursori che controlla la nitidezza è critico nel momento in cui lo si va a spostare verso valori superiori al livello di default (25). Quindi, per come lavoro io il cursore resta sempre lì dove si trova.

      Il parametro Raggio è più malleabile e ritengo vada tarato in funzione del contenuto dell’immagine che si deve lavorare, e non fissato ad 1,0 a priori. Quindi il medesimo approccio che si adotta con sorgenti RAW provenienti da sensori a schema Bayer.

      Il parametro Dettaglio è quello che crea meno problemi, in quanto i RAF ne accettano una buona dose; in questo caso sono d’accordo con Pete sul fatto che tirarlo al massimo, nella maggior parte dei casi si corre il rischio andare overboard. Il mio sweet spot si sposta all’interno del range 40-60, considerandoli valori più realistici e che mi consentono di valorizzare la fase di pre-sharpening piuttosto che esaltarla oltre il necessario. Il frequentissimo misunderstood è che alla maggior parte dei fotografi non è chiaro che si tratta di pre-sharpening e non dello sharpening di output.

      Sul versante dei convertitori disponibili in commercio ci sarebbe molto da dire. Per mia esperienza quelli con cui mi trovo meglio sono indubbiamente Capture One 11, Exposure X3.5 della Alien Skin Software ed il caro Lightroom CC. La scelta su quale dei tre usare è sempre fatta di volta in volta in funzione della direzione che voglio dare allo sviluppo di una certa foto.
      Pur riconoscendo questa “defezione” di Lightroom sul versante della demosaicizzazione dei RAF, quest’ultimo continua a mantenere il ruolo di catalogatore principale nel mio workflow.

      Alla prossima, ciao.

    • Alcune differenze in quanto a funzioni ci sono rispetto a Lightroom per esempio (simulazioni Fujifilm sul modulo Camera Calibration, oppure le funzioni di merge Panoramica e HDR), ma non ritengo sia un problema il fatto che non esporti in DNG (nel mio workflow non ha mai avuto senso un passaggio al formato Adobe, ma magari per te è una caratteristica significativa).
      Sul versante delle fotocamere supportate mancano attualmente la medio formato e l’appena presentata X-H1; per la prima credo sia una questione di target di mercato che è in diretta concorrenza con i prodotti venduti da Phase One, per la nuova arrivata invece è solo questione di poco tempo.

  • Ciao andrea, volevo qualche piccola informazione riguardo al programma post produzione.. I file raw della macchina non me li apre con adobe, sono con jpeg e volevo sapere che programma scaricare per elaborare e sistemare una foto in raw. Grazie mille per la risposta

    • Ciao, i file RAF sono perfettamente gestiti da Adobe, mi sembra strano che tu non riesca ad aprirli. Ad ogni modo, ci sono svariati sostituti, dove i miei preferiti sono Exposure X3, Capture One 11, Iridient Developer o X-Transformer, oppure il free Darktable.

  • Complimenti Andrea, per il più che esauriente articolo sulla xt-2! Sono un possessore molto soddisfatto della ammiraglia della Fuji, che ho acquistata nel 2016 facendo una permuta con la mia Nikon D300S. Il mio fornitore me l’ha consigliata in alternativa ad una Olimpus OM-D E-M1, e devo dire che mi ha consigliato molto bene. Uso anche una reflex Nikon D750 per avere anche la possibilità del pieno formato. Ma da quando ho provato la XT-2, me la ritrovo sempre più spesso tra le mani, perché è molto intuitiva con tutte le sue ghiere e comandi che hai egregiamente elencato e spiegato in modo molto chiaro. Dall’articolo ho appreso info sulle molte funzioni che possiede questo gioiellino. Ho dotato la fotocamera di un batterygrip per avere più autonomia negli scatti. Per adesso uso due obbiettivi fuji: xf 18-55 mm e xf 35 mm 1.4 ma ho intenzione di arricchire la gamma, e per questi ti chiedo un consiglio. Fotografo sopratutto paesaggi, ma anche eventi come sfilate di moda, carnevali vari e anche ritratti. Vorrei cimentarmi anche in Photostreet. Ho avuto problemi con la conversione dei file Raf poiché Lightroom non li riconosce. Ho scaricato la versione di prova di Capture One, e vorrei capire se ha le stesse funzioni di LR e come posso esportare le immagini dopo averle elaborate e corrette. Ti ringrazio per il prezioso aiuto che potrai darmi. A presto.

    • Grazie per esserti fermato sul mio blog Alfredo. La Fujifilm X-T2 ha proprio questa caratteristica tra i suoi punti di forza, l’esperienza di utilizzo è splendida e ci si affeziona subito. Ti capisco perfettamente.
      Per rispondere alla tua domanda, i generi fotografici che intendi approfondire sono molti, collegati da un filo conduttore più o meno comune, ma ognuno con delle problematiche diverse. In effetti una risposta definitiva non esiste. Con le ottiche che già possiedi a parere mio riesci ad affrontare tranquillamente la fotografia street, feste di piazza, paesaggi e perché no anche il ritratto.
      Se dovessi consigliarti un’aggiunta ti suggerirei di partire intanto con un tele zoom (XF55-200 oppure il più costoso XF50-140, entrambi con qualità ottica superlativa, il primo meno luminoso col vantaggio di essere più leggero, mentre il secondo più luminoso ma col doppio del peso …e dimensioni!). La ritengo un’ottima aggiunta che ti andrebbe a coprire più situazioni in maniera trasversale, dalla fotografia di viaggio/paesaggio fino al ritratto.

      Il discorso ovviamente si allarga andando sullo specifico dei generi ritratto o paesaggio per esempio, nel primo caso “sono preferibili” (anche qui dipende da vari fattori) ottiche molto luminose, nel secondo sarebbe interessante mettere a corredo un ultra grandangolare, etc etc etc…
      Come avrai inteso, non c’è una risposta unica e definitiva. Tutto dipende da come vuoi affrontare tu la fotografia.

      Capture One lavora pressoché con la stessa logica di Lightroom anche se con sfumature diverse, ma in linea di massima sono “la stessa cosa”. Per l’esportazione gli step da fare sono semplicissimi; a tal proposito ti consiglio di dare un’occhiata ai brevi tutorial base caricati su YouTube dalla Phase One. Sono esaustivi e ti guidano molto bene su come muoverti all’interno del loro software.

      A presto, ciao

  • Ciao Andrea, noto che utilizzi, nei tuoi settaggi, lo spazio colore sRGB. Non hai impostato lo spazio adobe per un motivo particolare? Ti chiedo un secondo riscontro. A tuo parere qual è la sensibilità ISO massima con un tempo di posa di 1/80 sec. a cui settare il settaggio automatico per un fotografie di cerimonia? Quindi tendenzialmente ritratti in posa e non. In spazi interni senza utilizzo di flash. Grazie

    • Ciao Mattia, la scelta dello spazio colore in camera influisce esclusivamente sui file in Jpeg e di conseguenza anche sull’anteprima a display. I file raw invece “acquisiranno” il loro spazio colore definitivo una volta convertiti nei formati di output JPEG, TIFF, PSD, PSB, etc… (in questo caso lavoro con Adobe RGB 1998). La scelta dell’sRGB è dettata molto semplicemente dal fatto che quest’ultimo è lo standard utilizzato nella renderizzazione dei browser web (oltre ad essere un buon compromesso per eventuale stampe fino ad un certo grado di qualità e dimensioni).
      Da come è posta invece la tua seconda domanda, deduco che c’è un po’ di confusione sulle regolazioni base dell’esposizione. Il limite massimo di ISO sei tu a deciderlo, ed è dettato da più fattori. Per esempio:
      – Perché un valore di 1/80sec così a priori? il tempo 1/80 sec. a cui fai riferimento è abbinato a quale focale? 16mm? 24mm? 50mm? 200mm? La lunghezza della focale è un parametro sensibile nella definizione del tempo di posa. 1/80 può essere più che sufficiente per una focale di 24mm, ma completamente insufficiente per un 200mm.
      – La tua ottica è stabilizzata oppure no? Altro parametro di cui tener conto sempre abbinato al punto precedente.
      – Adottare gli ISO automatici su situazioni di cerimonia ha più contro che pro (poi ognuno ha indubbiamente il proprio metodo). Solitamente le condizioni di luce non sono affatto costanti, e lasciare “ballare” l’esposimetro a suo gusto è il più delle volte molto pericoloso ai fini del risultato in camera. Nel mio caso lavoro regolarmente in manuale su tutto, salvo alcune situazioni dove per dinamicità degli eventi preferisco la priorità dei diaframmi.
      – Se proprio vuoi adottare l’automatismo degli ISO, un valore massimo definitivo non esiste (eccetto quello della tua fotocamera); lo valuti tu in funzione delle situazioni in cui fotografi, della qualità del file che ti aspetti in uscita, dall’indice di rumore digitale che sei disposto ad accettare, etc…

      A presto, ciao

  • Ciao, mi è piaciuto molto il tuo articolo, ho anch’io una xt2 e incomincio adesso…. anche attraverso articoli come il tuo ad imparare ad usarla. Sono appena stata alle Dolomiti e le mie foto rispecchiano le tue, solo nell’aver fotografato lo stesso paesaggio. . Vorrei chiederti se puoi aiutarmi nel problema che ho riscontrato Nell ‘utilizzo del filtro ND… non sono riuscita a fotografare con i tempi lunghi… chissà se puoi aiutarmi. Grazie e vedrò di seguirti. Renata

    • Ciao Renata, grazie per aver apprezzato l’articolo e mi fa piacere tu abbia trovato spunti utili per aumentare la confidenza con la tua X-T2. Riguardo l’utilizzo dei filtri ND, i primi rudimenti sono abbastanza semplici ovvero, come primo step è fondamentale capire il punto di partenza in quanto ad esposizione delle scena (puoi iniziare da una misurazione esposimetrica valutativa in modalità priorità dei diaframmi). Sulla base del tempo rilevato dalla misurazione ed in funzione del tempo che desideri ottenere (ipotizziamo X secondi) andrai a scegliere la gradazione del filtro ND più opportuno. Facendo un esempio pratico, se dalla misurazione esposimetrica ottieni un tempo di scatto di 1/10 sec., applicando un filtro ND8 (3 stop) sulla lente avrai un tempo risultante di 0.8 sec., applicando un ND64 (6 stop) il tempo finale sarà di 6 sec., applicando invece un ND1000 (10 stop) puoi arrivare ad 1 minuto e 42 sec. Ci sono delle applicazioni free per smartphone che ti permettono di calcolare il rapporto ND/Tempi in maniera semplice ed intuitiva. A tal proposito ti consiglio la lettura del mio ultimo articolo “Best Apps for Landscape Photographer” dove parlo proprio dell’applicazione che uso io.
      A presto, ciao

  • Buona sera Andrea,
    intanto complimenti per il tuo articolo: elegante, affascinante ed esaustivo.
    Sono veramente stupito dalla nitidezza e dalla bellezza dei tuoi file.
    Ho una XT20 e sono passato anche io da poco a Capture One 11 e devo dire che si notano le differenze rispetto a Lightroom CC, in termini di nitidezza.
    posso chiederti gentilmente qualche parametro guida da cui partire per lavorare sulla nitidezza con Capture One? quantità, raggio, soglia e struttura.
    Per fotografie paesaggistiche, da che valori partiresti in maniera generica? (so che può essere una domanda scomoda e dare delle linee di convergenza non sarà facile).
    Ti ringrazio tanto in anticipo.
    Luca

    • Ciao Luca,
      intanto grazie. Mi ha fatto molto piacere leggere le belle parole che hai speso per il mio articolo. Andando alla tua domanda, come hai già intuito, l’argomento nitidezza va trattato in maniera molto certosina trattandosi di una regolazione che va tarata caso per caso sulla immagine sorgente. Una delle differenze sostanziali su cui si basano le varie tipologie di sviluppatori RAW è legata all’algoritmo di demosaicizzazione (ovviamente non c’è solo questo). Lo sharpening di una foto è suddiviso in tre step, il pre-sharpening del raw, lo sharpening “creativo” gestito con i controlli localizzati (pennello, filtro radiale, filtro graduato ed altre tecniche più avanzate), e lo sharpening di output (diverso se l’immagine deve essere riversata sul web piuttosto che stampata; sono due workflow che prevedono delle malizie per certi aspetti diverse). Le immagini che hai avuto modo di osservare sul mio sito inglobano tutti e tre questi step. La nitidezza finale di una foto non è determinata assolutamente dal solo pre-sharpening, anzi.
      Ad ogni modo, giusto per non rendere troppo prolissa la risposta e mantenendo il focus sullo stadio di pre-sharpening, Lightroom ha migliorato molto il suo algoritmo nelle ultime release; tuttavia, nel caso la foto venga editata partendo da quest’ultimo spesso i miei settaggi di partenza sono lasciati standard, con un valore di nitidezza pari a 25 (e non a 40 come negli ultimi due aggiornamenti).
      Nel caso di Capture One, stessa identica cosa, lascio tutto ai valori di default. Tutto ciò per un semplice motivo, il pre-sharpening può rivelarsi pericolosissimo per tutte le regolazioni che andranno fatte successivamente a cascata, limitando notevolmente la profondità degli aggiustamenti applicabili lungo la fase di editing (in primis appunto lo sharpening “creativo” ed lo sharpening di output). Uno degli errori più frequenti sono proprio le foto “troppo nitide”.
      Per concludere, non preoccuparti troppo del pre-sharpening iniziale, le nitidezza finale è la conseguenza di un lavoro mirato sulle differenti parti dell’immagine che stai editando.
      Il discorso è abbastanza lungo come avrai intuito, e non è facile condensarlo in poche righe. Spero che queste informazioni ti possano tornare utili.

      Un saluto e alla prossima.
      Ciao

  • Ciao Andrea, e veramente complimentoni per l’articolo. Sei tra quelli che mi hanno convinto a smantellare il corredo Nikon (D7200 + 50mm f1.8 + 24-120 f4 + sigma 18-35 f1.8). Proprio oggi mi è arrivata la X-T2 con il 18-55mm.
    Speriamo bene! 🙂
    Volevo chiederti, siccome utilizzo da tempo il kit Nisi, che anello adattatore ci vuole? che misura? O vanno bene le misure che trovo nel kit?
    Grazie

    • Ciao Stefano, grazie intanto per il tuo commento e per aver apprezzato l’articolo. La X-T2 ha la grande peculiarità di rendere divertente qualsiasi sessione di ripresa, che tu faccia paesaggio, ritratto o qualsiasi altro genere fotografico; non credo avrai alcun rimpianto in merito al passaggio di marchio, ne sono quasi certo.
      I filtri NiSi sono assolutamente ottimi, e l’abbinata con Fujifilm regala grandi performance d’immagine. Purtroppo il 18-55mm ha un diametro di 58mm, mentre nel kit sono presenti solo tre anelli adattatori da 67, 72 e 77 millimetri; in questo caso sei obbligato ad acquistare un ulteriore anello di misura 58 (ma la spesa è esigua).

      Buon divertimento con la tua nuova X-T2!
      A presto, ciao.

      • Andrea, posso chiederti perchè utilizzi il Formato File in RAW (compresso)?
        Non è meglio utilizzare il RAW puro non compresso?

        • Il formato cosiddetto ‘lossless’ propone la stessa identica qualità del non compresso col vantaggio di pesare la metà in termini di memoria occupata. La scelta tra compresso vs non-compresso all’inizio era rilegata più al fatto che molti software non riuscivano a gestire/scompattare i file lossless. A livello di gestione, software come Lightroom, dimostrano un leggerissimo lag nel processing dei lossless rispetto ai RAF non compressi, ma è del tutto trascurabile. Quindi riassumendo, lossless e non pensarci più.
          In quanto al button release rosso, non sono più commercializzati quelli che vedi nelle foto dell’articolo; erano di buona qualità ma ne ho persi due di seguito a causa della filettatura fatta non proprio a regola d’arte. Ora uso questi https://amzn.to/2P5WliU che sono leggermente più costosi ma in termini di qualità sono superiori, hanno il top in microfibra con un ottimo grip, e si fissano meglio al pulsante di release.

          A presto
          Ciao

  • Ciao Andrea, sto cominciando a “smanettare” con la x-t2… Prime impressioni, davvero gran macchina! Sforna delle foto di una nitidezza incredibile, per non parlare della compattezza, leggerezza, e del mirino EVF… Già così presto, mi sento di poter dire che non tornerei mai e poi mai alla D7200 🙂
    Un domanda:
    Nelle tue impostazioni leggo che scatti in RAW, e utilizzi il secondo slot per backup (io faccio lo stessa da sempre, anche con la D7200)
    Poi leggo che utilizzi il film emulation. Ma il film emulation non è utilizzabile solo se si scatta in JPG? O cmq applicabile in post produzione da LR (o simili)?

    Grazie
    Stefano

    • Ciao Stefano, mi fa piacere che la X-T2 risponda alle tue esigenze. Le emulazioni pellicola sono chiaramente applicate ai file Jpeg e non ai RAW (in questi solo inglobate nella small-preview per la lettura nei software di sviluppo come ACR, Lightroom, etc…); tuttavia la scelta del preset, anche se in minima parte, incide sulla rappresentazione dei livelli di luminosità sull’istogramma e di conseguenza sulle valutazioni esposimetriche che vengono fatte sul campo in fase di ripresa. Ti rimando ad un mio vecchio articolo, ma sempre attuale, dove parlo proprio di questo http://bit.ly/2BJnNR0

      Ciao

  • Grazie Andrea innanzitutto per aver condiviso la tua professionalità e la tua esperienza, l’articolo è molto esaustivo e ho apprezzato molto il tuo stile di condivisione e il tuo sito. Dopo tante meditazioni ho deciso di regalarmi una X-T2, in arrivo, visti i tanti benchmark positivi letti in rete. Parto da zero (è la mia prima reflex) e parto da zero anche con la post produzione.
    Utilizzerò software open-source in ambiente Linux, e per l’elaborazione dei .raf pensavo a RAWtherapee, unito a digiKam per la gestione dell’archivio, Gimp per il fotoritocco e Scribus per il Desktop Publishing. Mi interessa principalmente la fotografia paesaggistica, la creazione di immagini per siti web che realizzo e la fotografia di quadri e piante (bonsai) in interno.
    Grazie ancora, Pietro

    • Ciao Pietro, grazie per essere passato sul mio blog e per il commento positivo sull’articolo. La X-T2 ha svariate funzioni che probabilmente all’inizio non utilizzerai, o almeno non in maniera intensiva, ma è una fotocamera che ti aiuterà in questa fase sotto molti aspetti, in primis l’esperienza d’uso. Onestamente non sono ferrato sul sistema Linux e non saprei darti indicazioni dettagliate su un possibile workflow da attuare (mi riferisco al parco software); tuttavia, RAWTherapee è un software di tutto rispetto per partire e Gimp è abbastanza intuitivo e con funzioni niente male. Ovvio che entrambi non sono degli “standard”, con pro e contro.
      Allora in bocca al lupo per il tuo percorso fotografico e buon divertimento con la tua nuova Fujifilm.
      Alla prossima, ciao

  • Andrea, mi unisco ai complimenti degli altri visitatori sia per le foto che per l’articolo e la disponibilità nel rispondere.
    Concordo con te sull’esperienza di scatto della X-T2, per me che sono un “analogico” mi è sembrato di tornare ai tempi della FM2.
    in quanto non più giovanissimo alcune volte vado il tilt con la tecnologia e le tue impostazioni di utilizzo mi saranno molto utili, ti ringrazio per questo.
    Ti ringrazio anche per avermi tolto un dubbio sulla fotografia di paesaggio, dove credevo fosse un obbligo avere un corpo FF, infatti stavo pensando ad una Sony A7m2 usata con un 24mm fisso per questo genere di immagini. Mi sembra più congruo acquistare un 10-24 (oggi ho un 14mm fuji).
    Ho compreso, inoltre, che non utilizzi Darktable o Rawtherapee piuttosto che Gimp, li consiglieresti comunque a chi non vuole spendere per l’abbonamento ad Abobe?
    Grazie
    Ciao

    • Ciao Alberto, apprezzo molto il tuo commento e sono contento che tu abbia trovato nella X-T2 un’ottima compagna di viaggio. Per chi non è propenso alla sottoscrizione di un abbonamento con Adobe, ed è comprensibile visto che non necessariamente tutti utilizzano tali programmi in maniera intensiva giorno per giorno, consiglio sempre due alternative che a parere mio sono validissime e cioè Capture One 11 ed Exposure della Alien Skin (di quest’ultimo sta per uscire la nuova release X4). Entrambi i software sono slegati da qualsiasi tipo di abbonamento e la qualità che offrono rispetto al prezzo di vendita, più che abbordabile, è fantastica. Oltretutto entrambi sono dei catalogatori, quindi, oltre al lato del puro editing, hai la possibilità di organizzare alla perfezione tutto il tuo archivio fotografico.

      Un saluto e alla prossima, ciao

  • Ciao Andrea, complimenti per la bellissima recensione. Io pratico più che altro street, ho appena comprato una X-T2 e vorrei chiederti un paio di suggerimenti: i filtri con la x-t2 possono essere utili e migliorativi anche in altri ambiti oltre al paesaggio, magari con tecnche particolari per mosso creativo?
    Cosa ne pensi del RAW FILE CONVERTER di fuji scaricabile sul sito?
    Grazie

    • Ciao Isabella, grazie per il tuo commento, apprezzatissimo! Andando alla tua domanda, immagino che i filtri a cui fai riferimento sono i filtri a densità neutra ND che vengono impiegati in fotografia per allungare i tempi di posa. Il termine “migliorativi” non è forse il più appropriato in quanto non migliorano in alcun modo la foto, la rendono semplicemente diversa. Questi ultimi sono certamente utilizzati di frequente nella fotografia di paesaggio, ma come hai già accennato anche tu possono essere utilizzati pure nella fotografia di ritratto. Più che per il mosso creativo sono utilizzati piuttosto per poter gestire in fase di ripresa diaframmi molto ampi anche in condizioni di alta luminosità o in situazioni dove è previsto l’uso del flash, il tutto per ottenere una ridotta profondità di campo tanto ricercata dai ritrattisti.

      Riguardo invece al software RAW File Converter, è una discreta alternativa ad altri software più blasonati. Personalmente lo trovo poco elegante e poco funzionale in quanto ad interfaccia, oltre ad avere dei limiti in quanto a flessibilità e funzioni.

      Alla prossima, ciao

  • Buongiorno Andrea,

    complimenti per l’articolo e la chiarezza espositiva. Ho due piccoli dubbi: posso caricare le batterie Patona premium con il caricabatterie originale FUji? Dove trovo nel menù il comando per accedere all’opzione di attivazione della profondità di campo? Mi potresti rispiegare come usarla per evitare di calcolare l’iperfocale?

    Grazie e buona giornata

    Marco

    • Ciao Marco e grazie per aver apprezzato l’articolo. Le batterie Patona possono essere caricate tranquillamente col carica batterie della Fuji. La funzione a cui fai riferimento è consequenziale all’utilizzo della messa a fuoco manuale ed all’attivazione della funzione Focus Peaking dal menù della fotocamera. Per questo tipo di settaggi il libretto di istruzioni è più che esaustivo. Sul discorso dell’iperfocale e dove mettere a fuoco, anche qui il discorso è un po’ lungo, in linea di massima dipende da più fattori: apertura di diaframma, focale scelta, distribuzione degli elementi che si intendono avere a fuoco all’interno del frame, distanza tra punto di ripresa e oggetto più vicino nella scena.

      Alla prossima, ciao

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