Val di Funes – Landscape Photography Workshop – Dolomiti
"Enrosadira sulle Odle"

Val di Funes – Landscape Photography Workshop – Dolomiti

E’ stato un weekend impegnativo quello appena trascorso assieme al gruppo di corsisti che hanno partecipato al Workshop fotografico nella straordinaria Val di Funes. Chi non ha mai visitato questi posti difficilmente potrà capire, perché portare a casa le foto di paesaggi montani di tale bellezza è solo una piccolissima parte dell’intera esperienza; le Dolomiti meritano di essere vissute intensamente e vanno colte entrando prima nella giusta dimensione mentale.

Tralasciando per un attimo il lato emotivo delle escursioni in montagna, la Val di Funes è una tappa presente nella wishlist dei fotografi paesaggisti di tutto il mondo, uno degli spot obbligatori, in particolar modo nel periodo autunnale. La vallata è tuttavia uno scenario immensamente affascinante non solo in autunno, ma anche in tutte le altre stagioni dell’anno, con colori e luci che lasciano senza fiato. Ritengo che non sia così interessante ripercorrere sempre gli stessi cliché per determinate location; personalmente mi piace scoprire e sperimentare più interpretazioni della medesima area in condizioni e periodi dell’anno diversi da quelli cosiddetti “consigliati”.

Val di Funes © Andrea Livieri
Veduta del paesello di Santa Maddalena nell'orario pomeridiano durante la fase di sopralluogo ed esercitazione. La qualità della luce è molto dura, tuttavia il paesaggio si presta molto bene anche a queste condizioni di illuminazione.

I due giorni full immersion nella fotografia di paesaggio sono stati davvero intensi, con situazioni di luce che si sono rivelate assolutamente interessanti nei vari momenti della giornata. E’ appassionante vedere come i ragazzi del workshop hanno reagito al grande quantitativo di nozioni trattate nell’arco dell’intero weekend, con l’evidente presa di coscienza delle difficoltà logistiche di spostamento, di pianificazione, e tecnico/interpretative per ottenere delle immagini dal forte impatto visivo. Grazie a Davide di Officina della Barbabietola per gli scatti del dietro le quinte.

In questo post ho inserito qualche immagine ripresa nei diversi momenti della giornata, dove composizione e tipologie di luce sono stati gli argomenti che hanno fatto da padroni. L’immagine che segue è stata catturata durante l’orario del tramonto, dove abbiamo potuto apprezzare l’insieme di tre importanti elementi: la luce morbida ed avvolgente del tramonto sulla vallata, la luna sullo sfondo che funge da ponte tra giorno e notte, e l’enrosadira, un fenomeno quasi magico che può essere apprezzato su tutte le dolomiti, ed in particolar modo sulle pareti rivolte ad est durante l’alba e su quelle rivolte ad ovest durante il tramonto.

ENROSADIRA

Il fenomeno è causato principalmente dalla stessa costituzione chimica delle Dolomiti. Tali montagne sono infatti formate principalmente dalla dolomia, una roccia sedimentaria carbonatia costituita preminentemente dalla dolomite, la quale è a sua volta un composto di magnesio e carbonato di calcio.
Tale struttura chimica fa in modo che, quando l’aria è nitida, la luce del sole possa rifrangersi provocando il caratteristico colore rosato che contraddistingue tali cime alpine.

Le gradazioni di colore assunte dalle montagne non sono stabili, anzi. Esse possono cambiare non soltanto nei diversi periodi dell’anno, ma anche semplicemente da un giorno all’altro. Ciò è dovuto principalmente alla posizione con cui i raggi del sole giungono sulle montagne, nonché alle specifiche condizioni dell’atmosfera e dell’aria.

C’è da dire che dal punto di vista fotografico, questo fenomeno ha uno sviluppo abbastanza rapido e tende a manifestarsi, e conseguentemente a svanire, in un lasso di tempo molto breve. E’ di fondamentale importanza trovarsi nel posto giusto al momento giusto per fotografarlo nel culmine del suo sviluppo.

val di funes dolomiti dolomites workshop andrea livieri
"Enrosadira sulle Odle"

Durante la fase di sopralluogo pomeridiana, una delle curiosità che ho svelato ai ragazzi, è che in ogni mia uscita fotografica sono sempre l’ultimo a lasciare la location. Sempre. Scatto fino all’ultimo filo di luce disponibile fintanto che non iniziano a comparire le prime stelle.
Con loro ho fatto una scommessa dicendogli: “vedrete che stasera, se ci saranno altri fotografi nelle vicinanze, non appena sarà sceso il sole, questi chiuderanno baracca e burattini, se ne andranno a casa loro e perderanno una delle luci più belle. Noi invece no! Stasera capirete perché me ne vado sempre per ultimo.”

Alla fine la mia previsione era assolutamente esatta. Una volta calato il sole infatti, alcuni fotografi che si trovavano nella zona se ne sono andati immediatamente; se avessimo fatto anche noi la stessa scelta di tornare in hotel, avremmo perso l’opportunità di fotografare una delle luci che amo di più e che puoi vedere nella foto seguente.

Val di Funes © Andrea Livieri
Twilight, spesso anche chiamata dai fotografi "Blue Hour" per la caratteristica intensità e tonalità di blu del cielo. Tale condizione è legata alla posizione non troppo bassa del sole rispetto all'orizzonte. Uno degli orari che prediligo in assoluto per la qualità della luce molto soft che esalta in maniera unica le texture del terreno.

Nel programma del workshop avevo previsto anche le riprese notturne, viste le previsioni meteo molto buone e con cielo limpido. Un argomento sempre molto affascinante quello delle fotografie alle stelle e che cattura sempre l’interesse degli appassionati della fotografia di paesaggio.
In questo weekend la luna si trovava abbondantemente nella fase crescente, pressoché una luna piena; una condizione che di fatto limita la possibilità di fotografare la via lattea con risultati ottimali ed i giusti livelli di contrasto.

D’altro canto però la situazione di luna piena, o quasi piena, è comunque di forte impatto nella fotografia notturna, in quanto aggiunge un importante livello di illuminazione donando dettaglio all’intera scena che altrimenti risulterebbe quasi nera.

Qui di seguito una foto ricordo dei corsisti alla conclusione della fresca e ventilata sessione notturna, prima di dirigerci verso l’hotel per il riposo.

Val di Funes © Andrea Livieri
In alto a destra si può intravedere la timida via lattea, poco intellegibile e con un basso contrasto causato appunto dall'alta luminosità della luna che si trovava nella medesima direzione e quasi al massimo della sua pienezza.

Il risveglio all’alba invece, pur essendo quest’ultima una delle situazioni migliori per la fotografia di paesaggio, è sempre un momento “traumatico”, tanto più quando le ore di riposo sono ridotte veramente all’osso. In effetti per qualcuno dei partecipanti è stata più dura del previsto a livello fisico. Una delle variabili meteorologiche che ha caratterizzato più di qualsiasi altra cosa questo weekend di fotografia, è stata sicuramente la quasi totale assenza di nuvole per tutto il periodo di tempo che va dal tramonto all’alba.

Durante le ore centrali della giornata, la distribuzione ed attività delle nuvole è sempre stata molto dinamica (come è ben visibile dalla prima immagine dell’articolo), mentre a fine ed inizio giornata le formazioni nuvolose sono sempre svanite nel nulla, lasciandoci con un cielo praticamente terso. Una condizione ottimale per la fotografia notturna, ma un po’ seccante per le riprese negli orari dell’alba e del tramonto, dove l’interazione delle nuvole con l’angolo di incidenza del sorgere o tramontare del sole aiutano ad aggiungere una maggiore dinamicità e profondità all’immagine finale.
La levataccia mattutina ha portato tuttavia a dei risultati molto interessanti.

Val di Funes © Andrea Livieri
Panoramica delle Odle all'alba

A titolo esemplificativo, qualche giorno prima del workshop mi trovavo sempre in Val di Funes per realizzare altri scatti, e la situazione in quanto a nuvole era diametralmente opposta. Le Odle sono rimaste coperte da un cumulo di nubi densissimo per tutta la durata della giornata; sono riuscito ad intravederle solamente per pochi minuti e solo tramite una piccola finestra che si era aperta tra le nuvole. La foto qui a fianco riprende esattamente quel frangente.

Pur trovandomi in una situazione meteorologica non propriamente idilliaca, mi sono comunque sforzato per individuare situazioni interessanti a livello fotografico. Ogni volta che ci si trova sul campo è anzitutto un’occasione per mettersi alla prova e perfezionarsi. Reputo sia fondamentale saper cogliere il lato favorevole degli eventi anche quando questi ultimi non sono propriamente dalla nostra parte. L’immagine in bianco e nero che segue è un esempio di come convertire una situazione apparentemente negativa in una opportunità.

Qui di seguito ho inserito alcuni accessori che uso. A fianco di ciascuno il link alla pagina di Amazon dove eventualmente acquistarli.

Se sei un appassionato di fotografia e vuoi vivere anche tu un’intensa esperienza fotografica per un intero weekend, iscriviti alla mia newsletter e riceverai per primo tutti gli aggiornamenti sui prossimi eventi in programma.

Leave a Reply

Close Menu
>

Pin It on Pinterest

Share This