In questo post ti voglio parlare di JPEGmini, uno degli strumenti che utilizzo costantemente da qualche anno nel mio workflow e che chiude il percorso delle foto prima di essere condivise online. Si tratta fondamentalmente di un software che esegue un solo compito, e cioè comprime le immagini nel formato JPEG al massimo rapporto “qualità/dimensione” possibile prima di introdurre artefatti visibili alla vista.

JPEGmini viene commercializzato in tre diverse formule, la versione Base, la versione Pro (che comprende i plug-ins di cui ti parlerò tra poco) e la versione Server.

La novità introdotta di recente nella versione Pro, è proprio l’estensione per Photoshop, che di fatto velocizza ulteriormente i passaggi da eseguire in fase di esportazione delle immagini, senza passare per Lightroom o il compressore JPEGmini Stand Alone.

jpegmini iceland islanda andrea livieri
jpegmini iceland islanda andrea livieri

I due screenshot precedenti rappresentano l’interfaccia utente della versione Stand Alone, dove l’unica operazione richiesta è quella di trascinare l’immagine da comprimere sopra l’area con indicato “Drop Photos Here“. Sul menù Preferences di JPEGmini può essere impostata e personalizzata la directory di output per il salvataggio. Al termine dell’operazione il software indica il fattore di compressione finale dell’immagine e lo spazio risparmiato in Mbytes.

Nello screenshot seguente, invece, JPEGmini come si presenta nella versione plugin per Photoshop, la vera grande novità. Un unico pulsante con scritto “Export with JPEGmini” dove una volta premuto verrà richiesto esclusivamente la cartella all’interno della quale si desidera salvare la foto. Anche in questo caso nessun altro parametro dovrà essere impostato.

Nella finestra del plugin si possono osservare i valori d’uscita dell’operazione di compressione, dove i parametri consultabili sono lo “Space Saved” (spazio risparmiato), il “Reduction Ratio” (rapporto di riduzione), ed il “Total Space Saved” (spazio totale risparmiato).

jpegmini iceland islanda andrea livieri

Prima di vedere i risultati qualitativi dell’immagine processata con JPEGmini, ti riporto le dimensioni in Mbyte della foto di partenza, al massimo della sua risoluzione, nei diversi stati:

  • TIFF (5472×3648) = 120Mb
  • JPEG Photoshop (5472×3648) = 15Mb
  • JPEGmini (5472×3648) = 4Mb

Nella comparativa che segue puoi vedere tu stesso il risultato di notevole qualità; è praticamente impossibile da distinguere la versione JPEG Photoshop, con la compressione minima, e la versione compressa di JPEGmini. Tutti gli aspetti come nitidezza, contrasto e colori rimangono perfetti.

A sinistra JPEG Photoshop e sulla destra la versione JPEGmini.

Voglio mostrarti anche il confronto delle due versioni con il crop dell’immagine al 100%; il risultato è indubbiamente incredibile.

C’è un precisazione da fare. Lo stesso risultato ottenibile con JPEGmini lo si può raggiungere anche con Photoshop, semplicemente agendo sul parametro che regola la qualità della compressione in fase di esportazione. Nella foto che segue, infatti, impostando un valore di qualità del 59%, il peso e le proprietà dell’immagine d’uscita collimano perfettamente con il risultato ottenuto con JPEGmini.

Tutto questo procedimento, però, prevede un certo tempo di valutazione. Non è infatti immediato individuare il livello di compressione ottimale che rispetti un perfetto compromesso tra qualità visiva e dimensioni del file. Da tenere conto che il rapporto di compressione/qualità/dimensione è sempre diverso da immagine ad immagine.

JPEGmini svolge tutte queste operazioni di valutazione in automatico, abbattendo drasticamente i tempi di analisi, e restituendo sempre un file con la massima qualità e minimo peso.

jpegmini iceland islanda andrea livieri

L’ultima variante di JPEGmini la si trova nella versione plugin per Lightroom. L’installazione avviene come un qualsiasi altro plugin dove l’unica operazione da eseguire è abilitarlo nella finestra di esportazione. Tutto il resto dell’operatività (dimensioni, sharpening, etc…) rimane invariato. A piece of cake!
Oltretutto, la vera arma segreta di JPEGmini, è che nell’esportazione in Lightroom dimostra delle performance decisamente migliori rispetto all’algoritmo nativo di Adobe. Caratteristica questa di estrema utilità, per esempio, per chi lavora nella fotografia di reportage matrimoniale dove il quantitativo di immagini per sessione può essere davvero considerevole.

jpegmini iceland islanda andrea livieri

JPEGmini è un software che consiglio a chiunque lavori con le immagini e con il web, velocizza non solo il workflow nella catena di post-produzione, ma rende molto più snello e reattivo il proprio blog o sito web. Visita il sito ufficiale per ulteriori informazioni.

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[chimpmate]

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