The Isle of Skye – Una settimana nelle Highlands – Pt. 1

Stavolta mi sono spostato verso l’estremo ovest scozzese, a poche centinaia di metri dalle coste della regione di Lochalsh, in una terra perennemente battuta dal vento e dove il paesaggio, aspro e selvaggio assume ad ogni curva delle connotazioni epiche, quasi da leggenda.

Ti sto per raccontare la mia esperienza di viaggio nell’incredibile Isle of Skye. La storia di questa isola si perde nella notte dei tempi, scandita da guerre politiche, lotte tra clan, scalate e conquiste. Partire per fotografare paesaggi con un tale patrimonio culturale, non poteva essere fatto senza aver prima raccolto un po’ di informazioni più approfondite in merito.

A tal proposito, tra le varie ricerche fatte sul web durante la fase di pianificazione, ho trovato un libro che si è dimostrato una piacevolissima sorpresa e che consiglio vivamente a chiunque decida di intraprendere un viaggio a Skye.
Il libro si intitola “Storie e Leggende di Scozia – Isle of Skye” di Diletta Nicastro, primo volume della collana Decumano Sud ed edito da M&L. (Il libro è acquistabile su Amazon http://amzn.to/2uNGOt3)

L’ho trovato coinvolgente e scritto benissimo. Da grande appassionato dei lavori di J.R.R. Tolkien, ho apprezzato fin da subito la scelta dell’autrice sul taglio dei racconti inseriti all’interno del libro, dove dalla storia si passa alla leggenda, e dalla leggenda al mito. Simpatico anche il bonus finale con qualche ricetta di cucina tipica.

Ho deciso di suddividere l’intera avventura a Skye in due post separati, in modo da dare più spazio all’esperienza di viaggio e all’analisi delle immagini, che quasi certamente è il motivo principale per cui ti trovi qui.

mpas venice venezia portree

Raggiungere Skye da Venezia è molto semplice, circa tre ore scarse di volo fino ad Edimburgo, ed una volta sbarcati dall’aereo, un ultimo step in auto fino a Portree con un tempo di percorrenza di più o meno cinque ore.

Portree è la capitale e la cittadina più grande dell’isola ed ho scelto di prenotare l’alloggio proprio qui per la sua posizione strategica; un punto di partenza comodissimo per raggiungere tutte le destinazioni fotografiche che mi ero prefissato, e non di secondaria importanza, anche l’opportunità di avere a due passi diverse facilities tra cui supermercato, ristoranti e pub per degustare qualche buona birra e piatto tipico.

Per l’intera permanenza a Skye ho alloggiato al Creagory Homely B&B, un curato e confortevole Bed & Breakfast gestito dalla proprietaria Helen, una persona molto ospitale, con una gentilezza e disponibilità veramente di altri tempi. Impossibile non menzionare uno dei punti forti della host, e cioè le colazioni in pieno stile scozzese assolutamente divine (anche se il porridge ho capito che non fa per me). Che delizia e che carica!

Spostiamoci ora sul lato della fotografia, che è il motivo portante per cui ho scelto di visitare Skye. Una delle peculiarità di quest’isola è che la variabilità del tempo è di una dinamicità estrema; è abbastanza frequente, infatti, conversare con gli autoctoni e sentirli parlare del passaggio delle quattro stagioni nell’arco delle 24 ore.
Le condizioni climatiche di questo tipo mi piacciono molto, ed hanno diversi pro in quanto ad opportunità fotografiche; tuttavia, dal punto di vista gestionale ed operativo presentano alcuni lati negativi non sempre facili da amministrare.

Isle of Skye - Scozia - Neist Point

La luce in questo posto è quasi unica direi. Tra i fattori principali che ne caratterizzano la qualità c’è senza dubbio il tasso medio di umidità piuttosto alto; quest’ultimo dipende in gran parte dall’elevato grado di marittimità, e dai venti occidentali, spesso tempestosi, che arrivano dall’oceano Atlantico.

In effetti, per l’intero viaggio la temperatura non l’ho mai vista scendere al di sotto dei 10/12°C, neanche nei momenti con clima avverso.

Devo dire che in quanto a meteo mi è andata di lusso. Giorni di sole che si alternavano regolarmente con le immancabili nuvole, ed una scarsa mezza giornata di pioggia battente che ho beccato durante una visita pomeridiana alla Talisker Bay, ma che fortunatamente non ha pregiudicato i risultati fotografici.

Isle of Skye - Scozia
Neist Point - ISO 50 - f/11 - 226 sec. - 35mm

Come in ogni mio viaggio, tendo a studiare e programmare tutto con largo anticipo, e con largo intendo diversi mesi prima. Ritengo che nella fotografia, come in molte altre discipline, la preparazione è tutto; a maggior ragione se sono previste escursioni in paesi che scopro per la prima volta.

Come prima tappa ho scelto di visitare quel braccio che spunta dall’isola e che definisce il punto più a ovest di Skye, il Neist Point. Un luogo carico di magia dove il colpo d’occhio è di quelli da urlo. Questa fascia di terra si protende verso la frazione d’oceano detta “The Minch” e punta verso le isole Ebridi Esterne. Sulla parte più estrema c’è poi l’iconica Lighthouse, costruita nel lontano 1909.

Qui pubblicate vedi tre diverse composizioni realizzate durante l’orario del tramonto, ed in condizioni di luce ognuna diversa dall’altra (una di queste è l’immagine di copertina dell’articolo).

Isle of Skye - Scozia
Neist Point Lighthouse - ISO 50 - f/11 - (5 exp. bracketing) - 24mm
Isle of Skye - Scozia
Neist Point - ISO 200 - f/11 - 1/125 sec. - 35mm

Un altro spot molto interessante si trova lungo la strada che percorre il lato est della Trotternish Peninsula, tra Portree e l’Old Man of Storr; si tratta della Brides Veil Waterfall, una piccola cascata posizionata in una prospettiva favorevole per essere composta nel fotogramma con l’Old Man of Storr sullo sfondo. Anche qui le scelte compositive sono pressoché infinite.

Isle of Skye - Scozia
Brides Veil Waterfall - ISO 50 - f/16 - 3,2 sec. - 150mm
Isle of Skye - Scozia
Brides Veil Waterfall - ISO 50 - f/16 - 173 sec. - 27mm
Isle of Skye - Scozia
Brides Veil Waterfall - ISO 50 - f/16 - 175 sec. - 24mm
Isle of Skye - Scozia
Tree @ Dunvegan Castle - ISO 400 - f/8 - (3 exp. bracketing) - 16mm

Interessante è stata anche la visita al Dunvegan Castle, residenza del clan MacLeod, con un giro per le varie stanze addobbate di quadri, letture, oggetti d’epoca, ed alberi genealogici. Un vero back to the future nelle tradizioni scozzesi.

L’orario della visita non si predisponeva molto per la realizzazione di foto significative all’esterno del castello, se non le classiche “foto ricordo”. Tuttavia, durante la passeggiata all’interno della tenuta, mi sono imbattuto nell’albero che vedi nella foto qui a fianco, con rami lunghissimi ricoperti di muschi e licheni tinta pastello, ed un tripudio di geometrie curvilinee. Complici dell’atmosfera quasi fiabesca, le piacevoli infiltrazioni di luce backlight.

Per restare in tema di fiabe, uno dei trekking obbligatori a Skye è sicuramente quello delle Fairy Pools, le “piscine delle fate”. Si trovano a sud est della Glen Brittle Forest, a circa due miglia dalla spiaggia omonima, e sono parte di un corso d’acqua che discende dalle Cuillin Mountains, che porta con sé una vera e propria ricchezza di cascate e di colori affascinanti.

Il tempo è stato dalla mia parte, con cielo prevalentemente coperto ma senza pioggia; le condizioni ideali. Scenari di questo genere infatti, rendono al meglio se la luce è morbida e diffusa. Speravo proprio di riuscire a cogliere la drammaticità del luogo, dove ogni singolo scorcio riportava alla mia mente l’amatissimo ” The Lord of the Rings“.

Isle of Skye - Scozia
Isle of Skye - Scozia
Fairy Pools - ISO 50 - f/11 - 98 sec. - 25mm
Isle of Skye - Scozia
Sligachan Bridge - ISO 50 - f/16 - (3 exp. bracketing) - 20mm

Lo Sligachan Bridge è un pit stop immancabile, si trova lungo la strada che sale verso Portree ed è classificato ovviamente come punto di interesse turistico. Tradotto, è costantemente frequentato da un’importante numero di turisti, e non solo.

Lungo tutti i corsi d’acqua, laghi, pozze, aree costiere, etc… sono presenti in numero variabile a seconda della zona, i cosiddetti “midges”, insetti microscopici ed invisibili che pungono in massa provocando pizzicore e bollicine rosse sulla pelle. Nel caso specifico, nei pressi dello Sligachan Bridge, quel giorno la concentrazione di questi esseri era ai massimi livelli; quasi impossibile fotografare per il numero di punture e per le nuvole di midges che si appiccicavano sulla fotocamera e sulla lente frontale.

In queste occasioni funziona così: armarsi di santa pazienza, un paio di guanti, calzature lunghe, e le indispensabili e benedette “Micro Headnet”. Senza solo uno di questi accorgimenti, avrai un’esperienza non proprio idilliaca. Garantito!

Prima di chiudere questa prima parte del racconto, ti voglio mostrare un altro paio di posti dalla bellezza unica. Sto parlando del punto panoramico in corrispondenza del Kilt Rock, una scogliera chiamata così per la sua forma che ricorda l’indumento caratteristico scozzese, e del selvaggio Brother’s Point, che in gaelico scozzese è conosciuto anche come Rubha nam Brathairean.

Il Kilt Rock, proprio perché strutturato come punto di interesse turistico, è sempre strapieno di gente ammassata lungo la ringhiera di sicurezza ed indaffarata con i selfie. Oltre al fantastico panorama, questo posto è frequentatissimo per la cascata Mealt Falls, che con il suo salto di oltre 50 metri offre uno spettacolo considerevole. Tuttavia, guardando dal lato opposto della cascata, la veduta era ancora più bella, e come spesso accade, anche la meno fotografata. Ho ripreso entrambe le cose, ma piuttosto che pubblicare la solita inquadratura della cascata dalla ringhiera, ho scelto di inserire in questo articolo la panoramica del versante opposto che mi intrigava molto di più, la Mealt Falls vista dal Brother’s Point, ed in fine una terza immagine dove mi piacevano i giochi di contrasto in mare.

Isle of Skye - Scozia
Panorama from the Kilt Rock view point - ISO 400 - f/5,6 - 1/160 sec. - 70mm - (3 horizontal shots)
Isle of Skye - Scozia
Mealt Falls & Kilt Rock from the Brother's Point - ISO 100 - f/16 - 1/15 sec. - 200mm
Isle of Skye - Scozia
From the Kilt Rock view point - ISO 400 - f/5,6 - 1/160 sec. - 70mm

Le ultime foto si riferiscono al Brother’s Point, uno dei posti più belli che ho visitato durante questo viaggio. Pare che più di mille anni fa in questa zona vivessero dei monaci, isolati e lontani dalla vita di paese, liberi di pregare nella più totale tranquillità. Un ambiente selvaggio e fortunatamente non contaminato dalle orde di turisti, un po’ per la lunghezza del tragitto, un po’ per la pericolosità del percorso in alcuni punti. Ho sentito il bisogno di farmi un autoritratto, un modo per contestualizzare e congelare l’incredibile esperienza vissuta in questo piccolo angolo di paradiso. Nella seconda foto invece, il Brother’s Point ripreso nella sua completa magnificenza.

Isle of Skye - Scozia
Self-Portrait @ Brother's Point - ISO 200 - f/8 - 1/80 sec. - 16mm
Isle of Skye - Scozia
Brother's Point - ISO 50 - f/16 - 120 sec. - 20mm

Spero che la lettura di questo primo articolo e l’esperienza visiva delle immagini che ti ho proposto sia stata piacevole e di stimolo, magari per programmati un futuro viaggio nelle highlands scozzesi.

Nella secondo articolo che seguirà, parlerò di altre meravigliose zone dell’isola di Skye con aneddoti ed ovviamente molte altre foto. Nel caso ti andasse di lasciare un tuo commento, sappi che il gesto è apprezzatissimo. Per altre domande attinenti all’articolo puoi sempre fare riferimento alla sezione commenti, oppure interagire attraverso i miei canali social.

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12 Commenti on "The Isle of Skye – Una settimana nelle Highlands – Pt. 1"

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andrealivieri
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@Andrea De Marchi Ciao Andrea, ti ringrazio per il bel commento. Mi fa piacere che tu abbia apprezzato l’articolo. Un caro saluto e a presto!

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